<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Emil.Denver.Europe</title>
	<atom:link href="http://emilindenver.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://emilindenver.wordpress.com</link>
	<description>notes from denver cagliari europe</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Jan 2012 02:22:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='emilindenver.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Emil.Denver.Europe</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://emilindenver.wordpress.com/osd.xml" title="Emil.Denver.Europe" />
	<atom:link rel='hub' href='http://emilindenver.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Nota 103</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2012/01/24/nota-103/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2012/01/24/nota-103/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 02:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=391</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani 2.33AM Fa uno strano effetto rendersi conto che la propria età non comincia più con un 2 ma con un 3. Un effetto non brutto, anzi, però in ogni caso strano. Avere 30 anni. Sembrava una di quelle &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2012/01/24/nota-103/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=391&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani 2.33AM</p>
<p>Fa uno strano effetto rendersi conto che la propria età non comincia più con un 2 ma con un 3. Un effetto non brutto, anzi, però in ogni caso strano. Avere 30 anni. Sembrava una di quelle cose che sarebbero capitate dopo tantissimo tempo. &#8220;Chissà come sarò quando avrò trent&#8217;anni&#8221; &#8220;Chissà magari sarò sposato&#8221; &#8220;Chissà magari avrò bambini&#8221; &#8220;Chissà. Chissà.. Ma fondamentalmente.. sticazzi&#8221;.</p>
<p>Che palle fare troppe previsioni, che palle preoccuparsi di come saremo tra uno, due o tre anni. Finchè non impareremo a goderci il presente dubito che riusciremo a stare meglio con noi stessi.</p>
<p>E anzi, avere 30 anni non suona poi così male.. E&#8217; solo un numero in fin dei conti.. E non è neppure un numero così brutto..</p>
<p>I 29 anni sono stati un&#8217;età che non mi ha portato sconvolgimenti eccessivi o rivoluzioni. I 29 però sono stati fondamentelmente un&#8217;età che mi ha fatto riappacificare con una città, Cagliari, nella quale sono nato e cresciuto e per la quale mi sono impeganto. Certo, proprio stasera stavo pensando di quanta necessità avessi di prendere un pò d&#8217;aria e fare un viaggio, ma tanti avvenimenti dei 29 anni mi hanno fatto capire quanto questa città possa offrire se solo ce ne vogliamo accorgere. Ma lo sport nazionale rimane sempre quello di gettare merda a prescindere. Tanto qui fa tutto schifo. E&#8217; ovvio che lo fa. Ma lo fa tanto anche perchè c&#8217;è molta gente che lo schifo lo alimenta. Da tanti racconti qualunque altra città sembra meglio di Cagliari. Pazienza. Se tanta gente non sa vivere ma sa solo lamentarsi, il problema fondamentalmente è loro. E&#8217; vero che Cagliari non funziona e ci sono posti infinitamente più pieni di cose da fare, ma già confrontare la città attuale con quella di 5 o 6 anni fa evidenzia un neto miglioramento, per non parlare di quella di dieci anni fa. E la situazione migliora. Basta crederci. E non stare a gettare merda un giorno si e l&#8217;altro pure. Perchè poi si scade nel ripetitivo, nel noioso e, fondamentalmente, nel patetico. E io sono il primo che ha periodi in cui mi viene solo voglia di prendere e mollare tutto. Ma cerco sempre di vedere le cose buone. Quando nel bicchiere c&#8217;è un pochetto d&#8217;acqua, per me è sempre pieno per un quarto. Mai quasi vuoto.</p>
<p>Come si possa andare contro lo ius soli è una cosa folle. E&#8217; normale che la lega vada contro, è normale che lo facciano i Repubblicani negli Usa, ed è normale che Obama abbia detto che metterebbe il veto a qualunque legge Repubblicana che provasse a cancellarlo. Ma che Grillo mi venga a dire &#8220;La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso&#8221;, mi dispiace molto. Non per lui, chi mi conosce sa cosa penso dei populisti come lui, ma per chi lo acolta, lo ha ascoltato e continuerà a farlo.</p>
<p>Però basta parlare di politica o pseudo tale. E&#8217; un argomento che tengo sempre abbastanza lontano dal blog. Volevo finire parlando dell&#8217;età che ho appena salutato. Dei 29 anni. E di questo anno appena trascorso. Lo vorrei fare ricordando una serie di momenti a caso.</p>
<p>Ad esempio una sera di fine maggio tra via Puccini, piazza del Carmine e piazza Savoia. Insieme ad altre migliaia di persone. Tutti felici, abbracciati e contenti. Pronti per un nuovo inizio.</p>
<p>E anche un giorno di Febbraio, guardando la Russia da Narva, con un freddo atroce e un sole bellissimo e inutile in cielo.</p>
<p>O la prima notte nella casa nuova. Cazzo il caldo che c&#8217;era.. Fine agosto a Cagliari. Caldo + umido. Aiuto.</p>
<p>Oppure una mattina di inizio Dicembre a Ghent. Di fronte a un mega parcheggio di biciclette dalle parti della stazione. Se ce l&#8217;hanno fatta in Belgio, perchè non possiamo trasformare anche Cagliari in una città ciclabile ?</p>
<p>La sera del primo PKNC a Cagliari. La pioggia, il nervosismo prima dell&#8217;inizio, il divertimento, i siparietti, i lavori preparatori e il post PKNC 1. E tanta, tantissima gente.</p>
<p>Questi erano solo alcuni dei momenti che mi sono venuti in mente. Ce ne sono tanti altri. Alcuni più personali, altri non li ricordo. avere 29 anni è stato divertente.</p>
<p>Però ora devo fare finta di diventare grande.</p>
<p>Nel lettore. Sigur Ros &#8211; Takk</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/391/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=391&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2012/01/24/nota-103/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 102</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/30/nota-102/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/30/nota-102/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 17:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=385</guid>
		<description><![CDATA[52 weeks and 52 songs. My music of the year. Maybe it&#8217;s not the best, but it&#8217;s the music I loved and the music which was with me this year. All this songs were released in Europe in 2011, even &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/30/nota-102/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=385&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>52 weeks and 52 songs. My music of the year. Maybe it&#8217;s not the best, but it&#8217;s the music I loved and the music which was with me this year. All this songs were released in Europe in 2011, even if there&#8217;s maybe something released somewhere else or as a single in 2010.</p>
<p>52 settimane e 52 canzoni. La mia musica di quest&#8217;anno. Forse non è la migliore, ma è la musica che ho amato e la musica che era con me quest&#8217;anno. Tutte queste canzoni sono uscite in Europa nel 2011, anche se forse c&#8217;è qualcosa uscito da qualche altra parte o come singolo nel 2010.</p>
<p>52 Verdena &#8211; Attonito  ITA<br />
51 Foster The People &#8211; Pumped up kicks  USA<br />
50 The vaccines &#8211; Post break-up sex  UK<br />
49 White Lies &#8211; Bigger than us  UK<br />
48 Kasabian &#8211; I hear voices  UK<br />
47 Lykke Li &#8211; Get some  SWE<br />
46 The Decemberists &#8211; Down by the water  USA<br />
45 Fleet Foxes &#8211; Helplessness blues  USA<br />
44 The Pains Of Being Pure At Heart &#8211; The body  USA<br />
43 Alex Turner &#8211; Piledriver waltz  UK<br />
42 She Wants Revenge &#8211; Take the world  USA<br />
41 Selah Sue &#8211; This world  BEL<br />
40 Lana Del Rey &#8211; Born to die  USA<br />
39 Jay-Z and Kanye West &#8211; Murder to excellence  USA<br />
38 Battles &#8211; Wall Street  USA<br />
37 dEUS &#8211; Twice (we survive)  BEL<br />
36 Snow Patrol &#8211; This isn’t everything you are  UK<br />
35 Florence + The machines &#8211; What the water gave me  UK<br />
34 Foster The People &#8211; Waste  USA<br />
33 Adele &#8211; Someone like you  UK<br />
32 The Naked And Famous &#8211; No Way  NZ<br />
31 Verdena &#8211; Razzi arpia inferno e fiamme  ITA<br />
30 Manchester Orchestra &#8211; Simple math  USA<br />
29 Moby &#8211; Victoria Lucas  USA<br />
28 Jonsi &#8211; We bought a zoo  ISL<br />
27 M83 &#8211; Midnight city  FRA<br />
26 The Black Keys &#8211; Hell of a season USA<br />
25 Beirut &#8211; Santa Fe  USA<br />
24 Snow Patrol &#8211; Berlin  UK<br />
23 Radiohead &#8211; Morning mr.Magpie  UK<br />
22 Lights &#8211; Heavy rope  CAN<br />
21 Adele &#8211; Set fire to the rain  UK<br />
20 Washed Out &#8211; Amor fati  USA<br />
19 Alex Turner &#8211; Stuck on the puzzle  UK<br />
18 Apparat &#8211; The soft voices die  GER<br />
17 Battles &#8211; Sweetie and shag  USA<br />
16 Metronomy &#8211; The look  UK<br />
15 Verdena &#8211; Loniterp  ITA<br />
14 The Decemberists &#8211; Rox in the box  USA<br />
13 Apparat &#8211; Candil de la calle  GER<br />
12 Patrick Wolf &#8211; Time of year  UK<br />
11 Radiohead &#8211; Lotus flower  UK<br />
10 Battles &#8211; Ice cream  USA<br />
09 The black keys &#8211; Lonely boy  USA<br />
08 Clap Your Hands Say Yeah &#8211; Hysterical  USA<br />
07 Snow Patrol &#8211; Lifening  UK<br />
06 Florence + The Machine &#8211; Shake it out  UK<br />
05 Lana del Rey &#8211; Videogames  USA<br />
04 Metronomy &#8211; The bay  UK<br />
03 Selah Sue &#8211; Raggamuffin  BEL<br />
02 The Naked And Famous &#8211; Young blood NZ<br />
01 dEUS &#8211; The end of romance  BEL</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/385/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=385&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/30/nota-102/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 101</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/29/nota-101/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/29/nota-101/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 02:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=380</guid>
		<description><![CDATA[Fine anno. Lettera per lettera mi piace l&#8217;idea di ripercorrere il 2011. A come Aerei. Quest&#8217;anno ne ho preso molti. Questo vuol dire molti viaggi. E l&#8217;obiettivo è quello di prenderne sempre di più per vedere sempre più posti e &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/29/nota-101/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=380&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fine anno. Lettera per lettera mi piace l&#8217;idea di ripercorrere il 2011.</p>
<p>A come Aerei. Quest&#8217;anno ne ho preso molti. Questo vuol dire molti viaggi. E l&#8217;obiettivo è quello di prenderne sempre di più per vedere sempre più posti e conoscere sempre più persone.</p>
<p>B come Bicicletta. Sta diventando sempre più il nuovo mezzo di locomozione anche a Cagliari. Con la speranza che nel 2012 ancora più persone si convincano che anche a Cagliari girare in bici è possibile.</p>
<p>C come Couchsurfing. Una sorta di piccola rivoluzione. Nel mondo e anche mia personale. Grazie a couchsurfing ho molti nuovi amici e molte cose in più da raccontare.</p>
<p>D come Doppiaggio. Un&#8217;abitudine da distruggere, un&#8217;usanza che rovina il cinema. Quest&#8217;anno ho iniziato a lavorare per portare qui un pò di cinema in lingua originale. Il 2012 deve essere l&#8217;anno in cui fare molto di più.</p>
<p>E come Europa.  Non sto parlando di banche, di soldi, di euro. Sto parlando di persone, di confini che non esistono più, di libertà di circolazione. Di una nazione che, per certi versi, esite già.</p>
<p>F come Freddo. Per la prima volta ho capito cosa è il freddo. C&#8217;ero andato vicino a Denver. A Tallinn è stato molto molto peggio. Meno 24. Quando inizia a ghiacciarsi il naso all&#8217;interno. Quello è freddo.</p>
<p>G come Ghent. Tra le città che ho visto quest&#8217;anno è quella che mi è piaciuta di più. Finora è la città Belga perfetta.</p>
<p>H come Happiness. Non solo Sustainable ma anche Happiness in generale. Una parola bellissima e qualcosa di cui molte persone avrebbero veramente bisogno. In molti sensi.</p>
<p>I come Italia. Quest&#8217;anno è il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. E Gaber sull&#8217;Italia ha cantato, tempo fa, qualcosa che condivido al 100%. E prendo l&#8217;ultima strofa della canzone. Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo, per fortuna o purtroppo, per fortuna, per fortuna lo sono.</p>
<p>J come Julie&#8217;s House. Posto delizioso per bere una cioccolata a Ghent, perfetto per iniziare un lovely evening tra ristoranti, pub e una città uscita da una fiaba. Una serata bellissima. Anche se lovely suona meglio di bellissima. Sembra un pò un film con E.Hawke di un pò più di una decina di anni fa.</p>
<p>K come Korea e come Kim-Jong-Il. Il caro leader è morto, la Corea rimane uno stato diviso, la Corea del nord è sempre lo stato più isolato al mondo.</p>
<p>L come Leuven. Piccola e deliziosa cittù universitaria a 20 minuti da Brussels. Forse dopo un pò può annoiare ma l&#8217;atmosfera è incredibile. E il primo impatto, tra architettura e biciclette, è speciale.</p>
<p>M come Murakami Haruki. 1Q84, il suo ultimo libro, vorrei davvero riuscire a leggerlo. E&#8217; da tempo che non riesco a finire un libro, spero che questa sia la volta buona.</p>
<p>N come Narva. Così a est non ero mai stato. Una città veramente brutta. Però da li ho visto finalmente la Russia. Anche se non ci sono entrato. E anche a Narva c&#8217;era molto molto freddo.</p>
<p>O come Ora tocca a noi. Non so se tocca veramente a noi, non l&#8217;ho ancora capito. Quello che so è che abbiamo molte responsabilità e piangerci addosso, lamentarci e scappare vuol dire solo una cosa. Sbagliare.</p>
<p>P come PechaKucha. Non solo l&#8217;evento in se. Ma anche, tutto quello che c&#8217;è attorno. E sopratutto, tutti.</p>
<p>Q come Quorum. C&#8217;è stato un referendum, tutti dicevano che il quorum non sarebbe stato raggiunto e invece è andata molto molto meglio. L&#8217;Italia, ogni tanto, dimostra di essere molto più matura di quello che la gente pensa.</p>
<p>R come Radiohead. Il disco di quest&#8217;anno, The King Of Limbs, è uno dei meno interessanti fatti dal gruppo. Però ho deciso comunque di comprare un biglietto per un loro concerto. Tra più di sei mesi. Ci vedremo a Firenze.</p>
<p>S come Santa Margherita. Dove è iniziato il 2011. In spiaggia. E con un bellissimo Capodanno.</p>
<p>T come T&#8217;Archief. Quattro sere a Leuven. Quattro sere finite li. E quattro sere in cui non pensavo che l&#8217;avrei finita li.</p>
<p>U come USA. Nel 2011 non ci sono andato. Ma tra 2009 e 2010 avevo passato li circa sei mesi. Nel 2012 potrei tornare. Chissà.</p>
<p>V come Vegetariano. A dicembre 2011 ho compiuto 11 anni. Senza ripensamenti, senza imbrogli. Sempre più convinto.</p>
<p>W come wow! l&#8217;album dei Verdena. Gran disco e anche gran concerto quest&#8217;estate.</p>
<p>X come X. X come X box o come xxx. L&#8217;unica lettera cui non riesco ad abbinare una parola, nonostante qualche suggerimento. X può essere come il 2011. Un anno X. Può essere come alcuni posti dove abbiamo organizzato eventi. Dei posti X. X come il 2011. Un  anno X. Un anno senza particolari acuti, un anno senza particolari emozioni. Un anno X. Però bello. Almeno a tratti. Anche più che bello.</p>
<p>Y come Young Blood dei Naked and Famous. Una sorta di colonna sonora dell&#8217;anno che sta per finire.</p>
<p>Z come Zedda. Il nuovo sindaco di Cagliari. Ma anche grazie a lui una campagna elettorale bellissima che mi ha fatto conoscere tantissime persone. E che, per ora, mi fa restare a Cagliari.</p>
<p>Il 2011 si sta concludendo come era iniziato. Con qualcosa di simile, molto simile. Il 2011. Un anno bello, un anno pieno, un anno strano. Un anno interessante. E diamo il benvenuto al 2012.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/380/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=380&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/29/nota-101/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 100. Parte III</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/20/nota-100-parte-iii/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/20/nota-100-parte-iii/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 01:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=376</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani. 1:43AM Nel lettore. dEUS &#8211; Keep you close La conclusione della nota 100, con la sua parte 3. In una giornata piovosa e fresca. Proprio per l&#8217;inizio dell&#8217;inverno. Anche se, rileggendo, un pò a caso, un pò no, &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/20/nota-100-parte-iii/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=376&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani. 1:43AM</p>
<p>Nel lettore. dEUS &#8211; Keep you close</p>
<p>La conclusione della nota 100, con la sua parte 3. In una giornata piovosa e fresca. Proprio per l&#8217;inizio dell&#8217;inverno.</p>
<p>Anche se, rileggendo, un pò a caso, un pò no, le ultime note del blog ho deciso di non postare vecchie cose ma di scrivere solo qualcosa di nuovo. Brevemente, perchè è tardi ed è decisamente ora di dormire.</p>
<p>Però vorrei parlare un attimo di una notizia che, nei giorni scorsi, è apparsa nei giornali, ma è scomparsa abbastanza in fretta.</p>
<p>L&#8217;altro giorno è morto Kim Jong Il, dittatore o divinità terrena in Corea del Nord. Questo stato, sconosciuto ai più è la parte nord di uno stato che è stato diviso una sessantina di anni fa, la Corea. Adesso ne esistono due, e non potrebbero essere più diversi. Il Sud è diventato uno stato &#8220;occidentale&#8221;, ricco, patria di alcune delle più importanti marche tecnologiche al mondo, samsung e hyunday per citare le prime che mi vengono in mente. Al &#8220;termine&#8221; della guerra di Corea, che non si è ancora formalmente conclusa, i due stati devono ancora firmare &#8220;la fine&#8221;, lo stato è stato diviso in due parti e ha seguito una strada totalmente diversa. Attualmente la Corea del nord è uno degli stati più chiusi al mondo. Poco si sa, ma abbastanza per rendersi conto della follia di chi l&#8217;ha governata. Uno stato in cui l&#8217;energia è razionata, il cibo è razionato, c&#8217;è un sistema di controllo modello kgb e stasi efficacissimo, e che spende il 25% del PIL in spese militari. Uno stato in cui sia entrare che uscire è praticamente impossibile. Si può chiedere il visto ma è quasi impossibile ottenerlo e c&#8217;è un solo volo che raggiunge Pyongyang, la capitale, da Pechino. Anche scappare dalla Corea del nord è quasi impossibile. Non al sud, il confine, al 38°parallelo, è una delle zone più militarizzate al mondo, non al nord, la Cina di solito rimanda indietro e non succede nulla di buono e dalla Russia è comunque complesso. Ma alcuni ce la fanno e l&#8217;obiettivo è raggiungere un consolato sud coreano il prima possibile.</p>
<p>Molte famiglie hanno perso contatto da ormai sessant&#8217;anni, dal giorno in cui il 38° parallelo è diventato un confine. E&#8217; un pò come se all&#8217;altezza di Roma si creasse un confine e una parte dell&#8217;Italia venisse &#8220;chiusa&#8221;. Un fiorentino con parenti a Matera non saprebbe più nulla di loro. E&#8217; quello che è successo ai coreani.</p>
<p>E l&#8217;unificazione sembra molto lontana.</p>
<p>Vi lascio con la storia che abbiamo letto a slam! al ghetto degli ebrei. Entrambe le parti. Ci sono già sul blog, ma questa è una versione un minimo diversa.</p>
<p>Da Slam! in trash &#8211; 16/12/2011 &#8211; Letto con PG</p>
<p>Parte I</p>
<p>Tutto quello che fai a Vegas rimane a Vegas. E’ un modo di dire di tutti coloro che vengono qui solamente per passare un paio di giorni. Quelli che noi chiamiamo turisti del cazzo. Questa non è una città normale. Questa non è semplicemente la città del gioco, la città dei vizi e del divertimento. Questa è davvero la città dove tutto è possibile.</p>
<p>Sempre e comunque. A ogni ora del giorno e della notte.</p>
<p>Sono arrivato qui venticinque fa. E da allora non me ne sono più andato.</p>
<p>Quando ero giovane, quando non avevo ancora neppure trent’anni avevo altri sogni, volevo fare tante cose belle a Cagliari, la mia città, organizzare eventi e impegnarmi per cercare di trovare persone con una mentalità diversa.<br />
La volontà di impegnarmi però non è durata molto.<br />
Mi sono reso conto di avere voglia di tutt’altro.<br />
Di divertirmi, di giocare al casinò, di godermi totalmente la vita.<br />
Si vive solo una volta, in fin dei conti.</p>
<p>Dicevo. Venticinque anni fa sono arrivato qui, un pò di soldi in tasca, un permesso di lavoro ottenuto grazie alla fantastica lotteria degli Stati Uniti D’America. Spendi 600 dollari, vinci una green card. Gran botta di culo.<br />
Primo aereo per Las Vegas ed eccomi qui in Nevada.</p>
<p>Dopo i primi due anni passati a finire i pochi soldi messi da parte prima di partire tra feste, uscite, weekend che iniziavano il lunedì, erba di primissima qualità e tanti altri vari divertimenti e vizi ho dovuto iniziare a lavorare.</p>
<p>Lavorare però è un pò una parola grossa.</p>
<p>All’inizio dovevo semplicemente andare ad avvisare le persone che giocavano al casinò che stavano giocando troppo. Ero una di quelle figure fastidiose che trovate tra i tavoli da gioco e le macchinette. “Scusi signore, lei sta giocando già da tre ore. Ne è consapevole ?“ Ripetevo questa frase ogni ora. e loro mi mandavano a cagare. E un’ora dopo uguale. Un lavoro noioso. Ma redditizio.</p>
<p>Dopo di questo ho fatto l’usciere in un altro casinò, poi il venditore di marijuana in una farmacia, e adesso apro le porte alle limousine in un grande albergo e accolgo i clienti.<br />
Sette ore al giorno. Sette giorni su sette. Considerato che il bar dell’albergo è un open bar per me e che ho una stanza gratis ho abbastanza soldi da sputtanare al casinò.</p>
<p>Molti non si rendono conto di quanto il gioco sia una droga, per me lo è ancora adesso. Sono arrivato a vincere anche 200000 dollari in una sera e a perderne fino a 150000. Se fossi stato un minimo intelligente li avrei messi da parte e avrei potuto fare qualcosa di meglio nella vita. Ma ho sempre preferito rigiocarmeli la sera dopo.</p>
<p>Ho sempre preferito sprecarli nel minor tempo possibile.</p>
<p>Soldi, marijuana, donne. E il gioco d’azzardo sopratutto. Questa è stata la mia vita una volta lasciata Cagliari.<br />
Ammetto di aver pensato qualche volta di tornare. Ma mai seriamente.</p>
<p>Dieci ore d’aereo ormai mi fanno paura.<br />
dieci ore senza farmi una canna.<br />
dieci ore senza giocare.<br />
Non potrei farcela.<br />
O almeno, ho sempre pensato così.</p>
<p>Stamattina però ho ricevuto una telefonata. Era il passato che tornava a farsi vivo.</p>
<p>“Hello!”<br />
“Emilio”<br />
“Who are you ?”<br />
“Sono Pierlu”<br />
“What da fuck ? Who the fucking hell are you ? Fucking bastard! It’s early.. It’s fucking 9AM and I’m fucked up..”<br />
“Sono Pierluigi. Il tuo amico. Quante parolacce.. Non ci sentiamo da un bel pò di tempo”<br />
“Pigi ? cazzo! Perchè mi chiami alle 9 del mattino ? Io prima delle 3 lo sai che non connetto”<br />
“Non ti preoccupare. Tra cinque giorni sono a Las Vegas. Lo so che sei ancora li.”<br />
“Cosa cazzo vuoi qui ? Soldi ? Lo sai che non ne ho. E di ad Alessandro di smetterla di dire dove sono. Porca puttana”<br />
“C’è scritto su Facebook dove sei! Hai fatto il check-in in una camera di una certa Mandy due ore fa.  Ma ora fai silenzio. Ti devo dire una cosa importante. Un’idea fantastica. La settimana prossima ci vediamo e ne parliamo bene”<br />
“ Va bene. Ricordamelo prima che devi passare così ti organizzo una serata bellina. Fumo, alcol e due donne. Ah, Che pillole ti servono ?”<br />
“Niente pillole. Ho smesso”<br />
“Non dire cazzate, nessuno smette..”<br />
“Hai ragione.. Due verdi, sei rosse e quattro arancioni.. Comunque.. Vedrai vedrai cosa ti propongo. A martedì. ciao”</p>
<p>Pierluigi. Eravamo molto amici ai tempi di Cagliari. Adesso non so neppure se lo riconoscerei. Con quella sua faccia da arabo, chissà come sta invecchiando. Chissà se si è sposato. Mi son sempre dimenticato di chiederlo.</p>
<p>Comunque, dopo la telefonata mi sono alzato. Erano le 9 del mattino. Un orario che mi capita di vivere un paio di volte all’anno. Quando finisco le mie serate molto tardi.</p>
<p>Sono andato in bagno e mi sono guardato allo specchio. Non pensavo che sarei stato devastato come Mick Jagger e Keith Richards così in fretta. E pensare che non ho neppure 60 anni.</p>
<p>Mi accesi la prima canna della giornata e mi aprii la prima birra. Guardai le ragazze che avevano dormito con me quella notte e come al solito non avevo idea di chi fossero. La cosa che però attirò la mia attenzione è che in terra vicino al letto stava dormendo un cucciolo di tigre e pensai che non fosse il caso di calpestarla.</p>
<p>A Vegas capitano cose strane. Un cucciolo di tigre, dopo quel famoso film degli anni dieci, non lo è poi così tanto. E’ stato brutto quando ci siamo risvegliati in quindici dentro la gabbia degli elefanti allo zoo. Ma forse ne abbiamo fatto anche di peggio. Il mio cervello è troppo andato per potermi ricordare.</p>
<p>Mentre uscivo nel terrazzino mi resi conto che avevo voglia di rivedere quell’idiota di Pigi e che volevo fargli passare una serata indimenticabile qui a Vegas. chiamai subito Samantha e Jennifer, le migliori che conoscevo e chiamai Joe in farmacia per ordinare un chilo e mezzo di maria medica.</p>
<p>Sarà una serata fantastica, pensai. In questo momento non ricordavo molto dei suoi ultimi trent’anni, anche se sono convinto che Alessandro e Dario qualcosa mi avessero raccontato. Ma volevo sentirlo dalla sua voce.</p>
<p>Entrai nell’idromassaggio e accesi lo schermo a tutta parete che c’era di fronte. Trasmettevano un vecchissimo film in 3D, Avatar. Una storia assurda che sembrava Pocahontas. Mi chiesi come potesse essere piaciuta una cagata simile trent’anni prima.<br />
Il film mi fece addormentare nell’acqua e una delle due ragazze mi svegliò un paio di ore dopo. Non era brutta anzi, e anche lei si chiedeva come fosse finita in quella stanza d’albergo.</p>
<p>Non era la famosa Mandy nella cui stanza il mio microchip facebook aveva fatto il check-in durante la notte.<br />
Andammo insieme a fare colazione e le raccontai la mia vita. Avevo voglia di parlare e le fece piacere ascoltarmi. Aveva 18 anni ma era già piuttosto intelligente. Probabilmente la presenterò a Pierluigi il giorno che verrà.<br />
Piano piano sto iniziando a rendermi conto che non vedo l’ora di rivederlo.</p>
<p>Parte II</p>
<p>Las Vegas 2041</p>
<p>Sono seduto nel lounge bar del mio albergo. Zona patio naturalmente. Pierluigi è in ritardo. O magari è già arrivato e non lo riconosco, ma mi sembra difficile.<br />
Ordino la sesta birra del pomeriggio e attacco bottone con una ragazza di forse diciott’anni seduta vicino a me al bar. Las Vegas, il mio perno sociale, il centro del mondo occidentale, si riduce a questo: ordinare alcolici di dubbia qualità e flirtare con ragazze giovanissime, offrire loro della droga sperando che il loro giovane corpo resista allo sballo sintetico.</p>
<p>“me la presenti tua figlia ?”</p>
<p>“ e tu chi cazzo sei ?”</p>
<p>“Pierluigi Carta. per servirla”</p>
<p>Non l’avevo riconosciuto. Me lo sarei aspettato grasso, vecchissimo e sporco.<br />
Invece è in gran forma. A parte i capelli che non ci sono più, gli occhiali di uno che non ci vede nulla e un profumo disgustoso che mi fa pensare che ci abbia fatto il bagno dentro. Però ha il pregio di non puzzare, tutti puzzano a Las Vegas E ‘ elegante ma senza essere kitsch e quindi non si abbina all’ambiente. Però si vede che ha il fisico devastato dagli integratori e dagli ormoni. Cacchio si vede molto.</p>
<p>“Emil dove sono le mie mutande… al volo, mi sento a disagio.”</p>
<p>“Te le ho prese nere poi dimmi che sono un vecchio rincoglionito… “</p>
<p>“Pierluigi, ce ne hai messo di tempo per venire a trovarmi a Las Vegas! La città dell’amore. Posso presentarti ******************* questa qua .. Ma chi se ne fotte tanto è una delle tante. Però è bellina. Guardala. Pierluigi, è una gran fortuna che quelli sotto i 40 anni abbiano quel problema…”</p>
<p>“Vero, un tempo essere giovane era un vantaggio. Adesso guardali, playstation tattile e quelle schifezze liofilizzate. Non ce n’è in giro neanche a Las Vegas? Ecco perché adori questa fogna.</p>
<p>Quel cazzone di Emilio, ci stava provando con l’ennesima barely legal, Las Vegas era un posto selvaggio e neppure la polizia prestava più attenzione a certe cose. Era proprio come me la ricordavo, Las Vegas intendo. Era Emilio a non ricordarsi un cazzo. Io qui da lui c’ero già stato, e il rituale era sempre il medesimo. Lui mi aspettava ubriaco nella veranda di un albergo con troppe stelle per le sue tasche, vendendo la sua barbetta e la sua parlantina da uomo di mondo in cambio di una mediocre esperienza sessuale. Seduto dietro ad una barriera di 6 birre sembrava il Mickey Rourke dell’opinionismo, ovviamente quello del 2041. Convers, jeans strappati sul ginocchio e una maglietta anglofila. L’odore del suo alcolismo mi costringeva a cercare una sedia al più presto, e invidiavo la resistenza della fanciulla, che incredibilmente, pareva compiaciuta delle sue attenzioni, o forse convinta dai racconti di vita inventata, come l’appena citato episodio del tentato omicidio di Raul Castro. Dice che se l’era scampata perché aveva dichiarato di non aver agito per convinzioni politiche, ma era solo una questione di droga. La storia poteva reggere. Qui siamo nel west. Non mettono i nostri spacciatori in carcere.</p>
<p>Questa città di merda ha il gran vantaggio che per noi vecchi c’è molto divertimento. In tutti i sensi. I giovani sono completamente inutili. I giovani maschi s’intende. Non lavorano, non amano, non si divertono. Poveri. Che generazioni gettate nel cesso. Però questa città rimane il centro di tutto. Il centro del denaro, dell’economia, del sesso. Del divertimento. Il paese dei balocchi dei sessantenni. L’Eurodisney della mezza età, la mecca del gonfiore alla prostata. Il paese dove al bar al posto del cioccolatino ti danno una pastiglia di viagra e una metanfetamina.<br />
E Pierluigi è qui. E in effetti adesso che ci penso è venuto varie volte in questi anni. Però l’alcol mi ha fatto perdere troppi pezzi di questa mia vita.</p>
<p>È la quarta volta che ci vengo da quando sono uscito da quella clinica.. Vengo per guarire da questo insano mondo che mi ha concimato con la sua merda da quando ho finito l’università. Diventare ricco non era stato un problema, i soldi li giocavo sulla roulette russa del micro credito, poi l’equo solidale si è mangiato il mangiabile. Dopo avevo investito su Secondlife, come altri 100.000 azionisti. Tutti finiti come me: dal cielo al guano. La mia vita era stata un inganno da quando avevo preso il primo libro in mano. Il vero problema era riuscire a convivere col vuoto che mi aveva scavato dentro. E ora quel vuoto, da quando l’ultimo broker mi aveva lasciato in mutande, si era allargato. Sai Baba, Gandhi, G. P. II, forse avevano ragione, dei grandi ragazzoni longevi, un sacco di consigli, un sacco di rinunce, per finire con una testa pelata in una tomba frequentatissima. Chi era quell’altro guru, Mark Zukenberg, i soldi l’avevano aiutato a potenziare il suo Karma, e continuava a ripetere in rete che la condivisione è l’unica chiave per assaporare una vera trascendenza. Certo… Dopo che fb era diventato obbligatorio e ci aveva impiantato quel maledetto microchip, che comunica in tempo reale a tutti i contatti dove siamo, con chi siamo, che cosa facciamo e che cosa vorremmo fare… i paesi africani ipotecarono fino all’ultimo ettaro per investire nella società e su farmville. Da qui in poi fu in discesa verso la prima e la seconda guerra dei socialnetwork. E poi c’era quel maledetto problema ghiandolare. Noi anziani ce la siamo scampata. Il problema era dei più giovani.</p>
<p>&#8220;Beh Cagliari Pier novità ?&#8221;<br />
Zisis ? come va la dipendenza ? E Dario e Ale ? Ma stanno sempre assieme ?&#8221;</p>
<p>“Hanno bisogno di frequentare altra gente”</p>
<p>Dario e Ale hanno passato dieci anni in una comune di bunga bunga nel sud del pacifico. Una moda che stranamente stava scemando. Quella di Marina Piccola non faceva per loro. I ritmi erano troppo easy, le facce sempre le stesse. Il Pacifico li aveva profondamente cambiati.</p>
<p>Cagliari ho dovuto abbandonarla poco dopo la partenza di Emilio, due anni dopo la storica vittoria del movimento cinque stelle, alle elezioni del 2013, che portarono Beppe Grillo ad autoproclamarsi presidente della regione Sardegna, a far arrestare Giuseppe Farris e Cappellacci, e di li a poco a diventare ministro degli esteri nel quarto governo tecnico Monti.</p>
<p>Il primo programma di governo era metterla in culo agli immigrati. letteralmente. Si era aperta la caccia per la sodomizzazione dell’immigrato. E l’effettivo dei city angels era cresciuto esponenzialmente. Un tempo i pendolari erano tra Cagliari e Monserrato. Adesso sono tra Cagliari e Londra, Cagliari Bruxelles, Cagliari Bangkok, per un gemellaggio promosso da Grillo. Ryanair express. Dieci minuti di volo in piedi e due ore di check-in. Con le mutande non si passa e bisogna comprarle in loco. La spesa dell’intimo è una piaga dei bilanci familiari ma i voli son diventati molto più divertenti.</p>
<p>Il bastione ospita gli sponsor delle multinazionali fallimentari e nelle discoteche, frequentate unicamente da sessantenni arrapati, si sente sempre la stessa musica da trent’anni a questa parte. Lady Gaga – Gigi D’Ag e Giusi Ferreri.</p>
<p>“Però aspetta. L’altra volta alle nove del mattino mi hai svegliato proponendomi un affare. 1 Perchè a un vecchio ubriacone che si ricorda a mala pena quello che ha fatto il giorno prima. 2 Di che si tratta ? “</p>
<p>“Ho la soluzione per questa gioventù dalle palle sgonfie. Una soluzione che ci farà fare i coglioni d’oro”</p>
<p>“Aspetta aspetta. Hai una soluzione al problema del secolo. Vuoi dire avremo di nuovo giovani sballati nelle discoteche e pompati nelle palestre, le biblioteche piene di ragazzetti in fregola? E a noi che cosa rimane ? Le vecchie ? Tu sei pazzo. Però aspetta quanto si può guadagnare ?</p>
<p>A quel punto gli occhi della ragazza si illuminarono, come se le si fossero aperte nuove prospettive e spalancate nuove speranze.</p>
<p>“Tu torna a Cagliari e cominciamo. Mi servono i tuoi contatti. Però sai bene che la domanda è globale. Gli effetti collaterali sconosciuti e il guadagno esponenziale”.</p>
<p>I giovani d’oggi hanno tutti lo stesso problema: gli hanno messi a scegliere tra un pene funzionante e questo. (pgi mostra il cellulare)<br />
I quarantenni. I trentenni. I ventenni. Per non parlare dei bambini. Il contatto con i-phone, android, e il dannato microchip facebook gli aveva ridotto il pene a dimensioni irrisorie (impercettibili) e con esso la loro capacità spermatica: uno spermatozoo a testa da accudire e proteggere. Nel sud del mondo le cose andavano diversamente. Gli ipod e gli android taroccati non avevano sortito l’effetto collaterale. Alcuni dicono che fu una scusa; la tragedia della guerra dimensionale aveva ancora una volta visto l’occidente come vincitore geopolitico, ma i manifesti parlavano chiaro: combatti l’immigrato, per una dimensione occidentale. La propaganda aveva fatto il resto, e le automutilazioni erano il minore delle conseguenze. Questo è l’unico motivo per cui noi sessantenni, con le nostre rughe strigliate dalle redini del viagra e nessuna reale capacità, appariamo alle giovani ragazze come un Rocco Siffredi dei bei tempi.</p>
<p>Parte III &#8211; Coming soon</p>
<p>2:15AM</p>
<p>Nel lettore. Jonsi &#8211; We bought a zoo &#8211; Soundtrack</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=376&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/20/nota-100-parte-iii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 100. parte II</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/12/nota-100-parte-ii/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/12/nota-100-parte-ii/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 01:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=373</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani. 1.34AM Nel lettore. Patrick Wolf &#8211; Brumalia EP Bene, la maggior parte del lavoro che dovevo fare stasera al computer l&#8217;ho fatto. Adesso posso rilassarmi con il blog e la seconda parte della nota 100. Che poi magari &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/12/nota-100-parte-ii/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=373&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani. 1.34AM</p>
<p>Nel lettore. Patrick Wolf &#8211; Brumalia EP</p>
<p>Bene, la maggior parte del lavoro che dovevo fare stasera al computer l&#8217;ho fatto. Adesso posso rilassarmi con il blog e la seconda parte della nota 100. Che poi magari sarà divisa in 3 parti. Ancora non so.</p>
<p>Oggi tre nuovi dischi sono entrati nell&#8217;i-pod. La colonna sonora fatta da Jonsi per We bought a zoo, nella quale dovete ascoltarvi il pezzo con questo nome, meraviglioso e poi i nuovi di Black Keys e Patrick Wolf. Quello dei Black Keys sembra ottimo, quello di Patrick Wolf eccellente.</p>
<p>Ma torniamo alle note precedenti.</p>
<p>E non posso non citare la prima volta che ho letto qualcosa durante slam! Era Ottobre del 2010. E questo era una sorta di manifesto, che ho prima rinnegato, poi rifirmato e che, adesso, penso di condividere, almeno in parte.</p>
<p><strong>Dalla nota 52.</strong></p>
<p><em>chi legge è una persona che in questa città è nata e cresciuta. Cagliaritani siamo rimasti in pochi ma ancora ci siamo. Sono uno che ha visto e vissuto a Cagliari tutta la sua vita e che ha visto tante, troppe persone fuggire, passare, fermarsi un attimo e andare via di nuovo.</em><br />
<em> Cagliari è una città di mare, è un porto importante. In un porto le navi passano, si fermano per un pò e ripartono, a volte senza tornare. Questo succede anche a Cagliari, con le persone. Questo mi è successo con tanti troppi amici e conoscenti.</em><br />
<em> Perche ? Me lo son chiesto tante volte.</em><br />
<em> Perchè Cagliari non riesce a trattenere le persone che hanno la fortuna di conoscere questa città ? O che qui sono nate e cresciute?</em><br />
<em> E’ Cagliari il problema ? Siamo Noi Cagliaritani ?</em></p>
<p><em>Cagliari è un luogo dove le persone sono abituate a lamentarsi. </em></p>
<p><em>Lamentarsi va bene. Se poi però si fa seguire alla lamentela un’azione, un’idea, almeno qualcosa.</em><br />
<em> A Cagliari ci manca questo secondo passaggio. Il momento dell’azione. La volontà di tentare di creare quella cosa che manca.</em><br />
<em> Anche perchè, diciamocelo, lamentarsi è molto facile. Agire, molto meno</em></p>
<p><em>Un problema è anche certamente indipendente da noi. E’ il fatto che qui siamo monopolizzati dai soliti nomi, dalle solite facce, da quelli che hanno un cognome o una famiglia importante.</em><br />
<em> E questo spesso, troppo spesso, ci porta a pensare che tutto qui sia irrealizzabile, che tutto qui sia già scritto, che le speranze, quelle, proprio, qui non ci siano. Fondamentalmente è una scusa.</em><br />
<em>Dunque ce ne andiamo, cerchiamo fuori le nostre possibilità. Di sicuro è più facile. Perchè lavorare in un call center a Londra è molto più figo che fare qualcosa a Cagliari, fare il cameriere a Roma è una grande ambizione, o magari il lavapiatti a Milano.</em></p>
<p><em>Ma sinceramente. Ma non diciamo cazzate.</em></p>
<p><em>E’ che partiamo dal presupposto che tutto qui fa schifo. Che ogni cosa è meglio di provare a fare qualcosa per la propria città. Per Cagliari. Per il capoluogo della Nostra Sardegna.</em></p>
<p><em>Non voglio essere ipocrita. L’ho pensato anch’io e ci sono momenti in cui viene facile pensarlo. Quando tutte le serate sembrano uguali. Quando tutto sembra immobile. Quando alla fine la finisci per vedere sempre le stesse persone o fare le stesse cose.</em><br />
<em> Io comunque ho preso, son partito, ho imparato e capito. Capito che Cagliari non va abbandonata a chi da sempre la monopolizza e la distrugge.</em></p>
<p><em>Viaggiare è fondamentale. Vedere, conoscere, tornare indietro con una maggiore consapevolezza. Se non avessimo viaggiato non ci saremmo resi conto di quello di cui c’è bisogno a Cagliari</em></p>
<p><em>I soliti noti in mezzo alle palle ci saranno sempre. Noi dobbiamo essere più bravi, sconfiggere quelli che ti superano perchè hanno l’accozzo giusto o il padre col cognome importante. Noi siamo quelli sfigati, ma fondamentalmente siamo anche quelli più capaci, e di quelli che ti superano per grazia parentale, dobbiamo essere bravi a non fottercene. Neanche un pò. E superarli. Perchè, a differenza loro, a noi non ha mai regalato niente nessuno e sappiamo come si possa fare qualcosa di buono.</em></p>
<p><em>Perchè Cagliari non è loro. Cagliari è nostra. Delle persone normali. Degli studenti fuori sede, di chi è stato costretto ad emigrare, per le più diverse ragioni, ed ha deciso di tornare, degli studenti Erasmus, degli immigrati, e chi se ne frega se sono regolari o irregolari, di chi si è sempre impegnato per fare qualcosa di buono per la città. E di tutti coloro che intendono sbattersi per fare qualcosa di buono in futuro.</em><br />
<em> Perchè crediamo nella città.</em><br />
<em> Non perchè ci serve.</em></p>
<p>Ne hi ripostato buona parte. Alcune delle cose che dicevo mi piacciono ancora molto. E, in effetti, condividerle a un anno di distanza fa uno strano effetto.</p>
<p><strong>Dalla nota 55</strong></p>
<p><em><strong>Andare via. Perchè.</strong></em></p>
<p><em>10) Perchè se non si ha il cognome giusto è tutto molto più complicato. E quando si ha un’idea spesso altri provano ad appropriarsene.</em></p>
<p><em>9) Perchè se si vuole uscire la sera bisogna aspettare le 11 e non, come nei paesi civili, uscire alle 7 o 8 di sera.</em></p>
<p><em>8.) Perchè è una città carissima senza alcun motivo valido.</em></p>
<p><em>7) Perchè ci sono troppo pochi aerei che la collegano con il resto d’Europa e del mondo.</em></p>
<p><em>6) Perchè è bello vivere in una città rilassata. Ma Cagliari lo è fin troppo.</em></p>
<p><em>5) Perchè se si va in bicicletta si rischia la vita. E la gente usa la macchina per fare anche 500 metri.</em></p>
<p><em>4) Perchè la mentalità e sempre troppo chiusa. E le persone sono troppo diffidenti, poco curiose e con nessun tipo di iniziativa.</em></p>
<p><em>3) Perchè le serate si sviluppano in modo sempre prevedibile. C’è chi va nei locali fighetti e chi si divide tra botellon e Giuliano. Senza alcun tipo di fantasia.</em></p>
<p><em>2) Perchè Cagliari è una città bellissima ma sfruttata al dieci per cento, anche meno, delle sue possibilità.</em></p>
<p><em>1) Perchè andarsene fa figo. Molto figo.</em></p>
<p><em><strong>Restare. Perchè.</strong></em></p>
<p><em>10) Perchè se ti capita la giornata giusta, un caffè al mare a Gennaio te lo puoi tranquillamente prendere.</em></p>
<p><em>9) Perchè se esci la sera trovi gente in giro ogni giorno. Dal lunedì alla domenica.</em></p>
<p><em>8.) Perchè, anche se a volte non si vede, Cagliari è una città universitaria. E ci sono oltre 35000 studenti.</em></p>
<p><em>7) Perchè Slam! ha iniziato con 4 persone e ha sfiorato la tripla cifra in meno di due mesi.</em></p>
<p><em>6) Perchè abbiamo portato i gruppi di conversazione, in un anno, dall’essere una cosa sconosciuta a una realtà affermata.</em></p>
<p><em>5) Perchè tanta gente ha deciso di tornare.</em></p>
<p><em>4) Perchè, diciamoci la verità, Cagliari è splendida. E vederla illuminata dal Bastione o da Buoncammino la sera, mette sempre i brividi.</em></p>
<p><em>3) Perchè la trasformazione di Cagliari da paese a città è in atto e forse questa volta potrebbe pure andare a buon fine.</em></p>
<p><em>2) Perchè siamo sardi e l’idea di lasciarla in mano ad altri ci fa male.</em></p>
<p><em>1) Perchè andarsene non è poi così figo.</em></p>
<p>Ricordo che, a seguito di quella sorta di manifesto e ad alcune note successive avevo ricevuto molti messaggi. Poi mi venne questa idea di scrivere un pò di motivi per restare qui e per andare via. Anche se non vorrei trasformare questa parte II della nota 100 in una riflessione sull&#8217;andare a sul restare, lo sta diventando così automaticamente.</p>
<p><strong>Dalla nota 64.</strong></p>
<p><em>Il 2010 è stato un anno particolare. Per certi versi bello, per altri difficile. E’ stato anche stressante, ma fondamentalmente è stato importante. Ed è uno degli anni che mi hanno cambiato di più.</em></p>
<p><em>Il 2010 è stato l’anno in cui un pò di persone sono, per vari motivi, tornate qui a Cagliari. E l’anno in cui abbiamo deciso di provare a impegnarci un pò.</em></p>
<p><em>Il 2010 è stato l’anno del language network. Sei gruppi di conversazione di lingua realizzati e sviluppati per questa città.</em></p>
<p><em>Il 2o10 è stato l’anno di Slam! Cagliari. L’anno in cui mi è tornata voglia di scrivere. L’anno in cui ho visto pochissimi film.</em></p>
<p><em>Il 2010 è stato bello, triste, divertente, alcolico, musicale, viaggiatore, interessante, prevedibile, importante.</em></p>
<p><em>Il 2010 è stato l’anno in cui ho capito che, anche perdendo materialmente una persona, non ho perso nulla di tutto quello che mi aveva dato in 28 anni.</em></p>
<p><em>Il 2010 è stato l’anno in cui molte persone sono rientrate nella mia vita e alcune ci sono entrate quest’anno per la prima volta.</em></p>
<p>Il 2010 è stato un anno davvero importante. Per svariati motivi, che non sto qui ad elencare. E, fondamentalmente, questa è stata una piccola lista che avevo fatto per &#8220;salutarlo&#8221;. E, in effetti, tra un pò toccherà fare anche un piccolo sunto del 2011 che finisce. E il 2012 si presenta con quel minaccioso 30 in arrivo.</p>
<p>Nel lettore. Jonsi &#8211; We bought a zoo</p>
<p><strong>Dalla nota 65</strong></p>
<p><em>E’ bello ogni tanto innamorarsi di un film. Away we go, inopportunamente tradotto American Life in Italia, non è un capolavoro, anzi, però è uno di quei film che riescono a farmi stare bene. Lui e lei sono in attesa del loro primo figlio. E decidono di iniziare un viaggio con il quale capire quale sia il posto migliore per far crescere il figlio. Non è il tipico road movie, i due non viaggiano in macchina, però è un viaggio attraverso l’America, attraverso loro stessi, attraverso una serie di personaggi, a tratti belli, a tratti bizzarri.  Il tono è da commedia, ma all’interno c’è molto di più.</em></p>
<p>American life è un film, secondo me, bellissimo. E, si merita, questa citazione.</p>
<p><strong>Dalla nota 72</strong></p>
<p><em>Il cielo di Tallinn sia oggi che ieri è semplicemente fantastico. Azzurro e con pochissime nuvole. E il sole è alto e luminosissimo nel cielo. Sono quelle giornate invernali in cui a Cagliari ci sono magari 15 o 20 gradi e si può iniziare ad andare al mare almeno a prendere il caffè in spiaggia. Qui è un pò diverso. Il sole si vede. E basta. Non scalda. C’è ma non si sente. E infatti basta guardare la temperatura per rendersene conto. Ieri la massima è stata meno tredici e la minima meno sedici. Oggi dovrebbe arrivare anche a meno diciotto. Prima di viverlo questo freddo non mi rendevo conto di cosa effettivamente potesse essere. Quando ho iniziato a sentire che si stava ghiacciando il naso, sia dentro che fuori, ho iniziato a capire cosa fosse tutto questo.</em></p>
<p><em>Il colore dominante di questi giorni è ovviamente il bianco. il bianco della neve, il bianco del ghiaccio. I parchi sono totalmente pieni di neve, i marciapiedi sono ricoperti e anche le strade più piccole. E ovviamente è tutto terribilmente scivoloso. Ma allo stesso tempo incredibilmente affascinante. E diverso.</em></p>
<p>Questo era l&#8217;inizio della nota scritta a Tallinn, capitale dell&#8217;Estonia. Era il primo viaggio del 2011. Il più incredibile freddo della mia vita.</p>
<p><strong>Dalla nota 73.</strong></p>
<p><em>Eccomi qui seduto dentro un accogliente pub belga. La birra è, ma non è che ci fossero molti dubbi, eccellente. L’ambiente è piuttosto grazioso e i camerieri parlano inglese, anche se un pò stentatamente. Che poi, in effetti, non dovrei avere grosse difficoltà a chiedere da bere in francese, però c’è qualcosa che mi blocca e preferisco sempre spostarmi verso il molto più familiare e semplice inglese.</em></p>
<p><em>Bruxelles mi ha accolto con una temperatura fantastica, 1 grado, e adesso ce ne sono addirittura 3. E’ incredibile camminare nelle strade senza rischiare di scivolare ogni 2 passi e poter evitare sciarpe, cuffie e doppi guanti. E la città a primo impatto è bella. Nulla a che vedere con Tallinn. Bruxelles è molto più grande, piena di immigrati, piena di gente. Una grande capitale europea. Ciò però in ogni caso non toglie che Bruxelles non abbia, a primo impatto, un centesimo del fascino di Tallinn…</em></p>
<p><em>A Bruxelles, come mio solito, ho iniziato a girare senza cartina e senza preoccuparmi di dove fossi. Logicamente mi sono perso e non avevo alcun punto di riferimento. Poi, dopo un’ora in cui non ho visto neppure una persona “bianca”, sono riuscito a riavvicinarmi in zone più familiari. Per un attimo mi sono preoccupato, ma la preoccupazione è ovviamente passata molto in fretta. Infatti girare a caso continuo a credere che sia il modo migliore per iniziare a entrare in contatto con una città.</em></p>
<p>Mi sembrava giusto citare il mio primo impatto con il Belgio. Arrivai a Bruxelles una mattina intorno al 20 Febbraio. Dopo Tallinn. Ancora non mi ero reso conto di quanto il Belgio mi sarebbe poi piaciuto.</p>
<p>E ora mi sembra anche giusto chiudere la note. Ne farò penso una terza parte.</p>
<p>Nel lettore. The Black Keys &#8211; El Camino</p>
<p>2.17AM</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/373/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=373&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/12/nota-100-parte-ii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 100. parte I</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/11/nota-100-parte-i/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/11/nota-100-parte-i/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 01:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=370</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani. 1.29AM Nel lettore. Sufjan Stevens &#8211; Illinoise La nota 1 del mio blog iniziava così. &#8220;Cafè Europa. Denver. 3 Aprile 2010. Oggi è la giornata dell’arrivo dell’i-pad negli Stati Uniti. 3 aprile 2010. Io, però ne ho avuto &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/11/nota-100-parte-i/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=370&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani. 1.29AM</p>
<p>Nel lettore. Sufjan Stevens &#8211; Illinoise</p>
<p><strong>La nota 1 del mio blog iniziava così.</strong></p>
<p><em>&#8220;Cafè Europa. Denver. 3 Aprile 2010.</em></p>
<p><em>Oggi è la giornata dell’arrivo dell’i-pad negli Stati Uniti. 3 aprile 2010. Io, però ne ho avuto conoscenza esclusivamente dai giornali italiani.&#8221;</em></p>
<p>3 Aprile 2010. Cazzo. Oltre venti mesi fa ho iniziato a scrivere questo blog. Era una bella serata, mi ricordo. Un sabato sera a Denver. Il giorno dopo sarebbe tornato il mio coinquilino e sarei andato al concerto di Tegan &amp; Sara all&#8217;Ogden Theater. Un concerto bellissimo che ricordo ancora con piacere. L&#8217;idea di scrivere queste note era nata al Cafè Europa, il mio bar per i secondi quattro mesi in mezzo al Colorado. Li ho preparato lezioni, scritto, letto e passato parte del mio tempo, anche cercando di capire un minimo quella città che per certi versi è ancora misteriosa e non capisco se ci voglia o meno ritornare. Ma adesso sono, in effetti, abbastanza confuso e indeciso, tanto per cambiare. E credo che rileggendo questo blog tutte le indecisioni e i cambiamenti, a volte improvvisi, siano piuttosto evidenti. Ma non rinnego nulla di quello che ho fatto negli ultimi venti mesi. Anche perchè mi ritrovo nella mia stanza, a Cagliari pagando un affitto. Non rinnego la scelta di Cagliari. Di tentare di fare qualcosa qui. Perchè decidere di restare è, senza dubbio, la scelta più difficile. Perchè la mentalità è chiusa, perchè siamo diffidenti, perchè le cose normali qui sembrano incredibilmente più complesse. E rinunciare senza provare è stupido. E lamentarsi senza tentare è da perdenti. Questa è l&#8217;idea che mi son fatto. Poi, non so bene cosa deciderò di fare, oggi ho pur sempre riaperto dopo molti mesi il sito dell&#8217;ambasciata del Canada in Italia, rileggendomi tutte le storie relative al working holiday program. Ma le sfide difficili sono più affascinanti di altre. E vincerle è ancora più bello. Anche se la noia, a volte, è pesante. Ma tocca a noi cercare di fare di tutto per sconfiggerla.</p>
<p><strong>Dalla nota 11, scritta verso inizio maggio 2011.</strong></p>
<p><em>Ripensavo alla velocità dell’ultimo mio anno. Tornando indietro al giorno della mia laurea. Un anno e due mesi fa circa. Mi sembra cinque minuti fa. Ci sono in mezzo tre viaggi in America, una marea di persone nuove conosciute, una sacco di esperienze fighissime, risate, bevute, amici che vengono, amici che vanno, amici che partono, amici che tornano.</em><br />
<em> Mi sembra di non essermi fermato un attimo. Forse è per questo che mi sono divertito e che non ho rimpianti, anzi. Sono ancora Peter Pan. L’importante è questo.</em></p>
<p>E&#8217; vero, è importante essere sempre Peter Pan. Perchè crescere ? Perchè volerlo fare a tutti i costi ? Però, perchè ci piace questa sorta di immaturità perenne ?</p>
<p><strong>Dalla nota 28.</strong></p>
<p><em>Gli aeroporti mi son sempre piaciuti. Il people watching è una cosa divertente. Vedere centinaia, migliaia di facce che non si vedranno mai più perchè prendono direzioni totalmente opposte rispetto alla mia è un qualcosa che ho sempre trovato interessante.</em></p>
<p>In effetti è vero, gli aereoporti sono luoghi che mi piacciono. Proprio per il motivo scritto in quella frase. Ho scelto comunque di citare la nota 28 anche perchè è l&#8217;unica nota scritta in Canada. Non che sia rimasto molto in Canada, anzi.. Solo a Toronto e solo in aereoporto. Le note per questo blog le ho scritte principalmente in Italia e negli Stati Uniti, ma anche in Belgio e in Estonia. In questi 20 mesi le mie nazioni sono state Italia, Stati Uniti e Belgio. E, come già detto, quest&#8217;ultima non me la sarei mai aspettata.</p>
<p><strong>Dalla nota 31.</strong></p>
<p><em>Tutto quest’anno è corso a una velocità allucinante, tra viaggi, ritorni, malattie e preoccupazioni, ancora non riesco bene a rendermi conto di tutto quello che è successo. Settembre mi sembra cinque minuti fa, invece son passati dieci mesi. E non credo di esagerare quando dico che sono stati forse i dieci mesi più intensi della mia vita. E, di certo, ancora non ho avuto la possibilità di stare fermo.</em></p>
<p>E&#8217; una frase che ha espresso bene quella che era stata la mia stagione post laurea. E, su quei dieci mesi, non posso che confermare.</p>
<p><strong>Dalla nota 38 e dalla nota 41</strong></p>
<p>Nelle note 38 e 41 avevo ripreso un&#8217;intervista da un giornale dando io le risposte. Un pò le voglio riproporre, anche perchè oggi risponderei allo stesso modo.</p>
<p><em><strong>Se la tua vita fosse un film chi sarebbe il regista ?</strong></em></p>
<p><em>Penso che un tempo lo dirigerebbe Sofia Coppola e l’altro Cameron Crowe</em></p>
<p><em><strong>Entri in una stanza in cui ci sono tre donne. Quale attrae la tua attenzione ?</strong></em></p>
<p><em>Sicuramente quella vestita in modo più originale. Poi quella che mi fa ridere di più</em></p>
<p><em><strong>Una cosa che non hai mai capito della gente ?</strong></em></p>
<p><em>Solo una è impossibile. Credo comunque di non aver mai capito perchè per molti è così difficile essere felici</em></p>
<p><em><strong>Come immagini il paradiso ?</strong></em></p>
<p><em>Non me lo immagino proprio. Ma se è un posto dove tutti sono uguali e felici mi sa di un luogo noioso</em></p>
<p><em><strong>Il vero lusso è..</strong></em></p>
<p><em>Riuscire a fare molto spesso cose totalmente diverse tra loro</em></p>
<p><em><strong>Di che cosa hai paura ?</strong></em></p>
<p><em>Di guardarmi indietro tra vent’anni e capire di aver sprecato tempo</em></p>
<p><em><strong>Tre cose che ami ?</strong></em></p>
<p><em>Viaggiare, conoscere nuove persone, vedere le persone sorridere</em></p>
<p><em><strong>Interessi in comune con un teenager ? Con un ottantenne ?</strong></em></p>
<p><em>Mah. Forse ne ho più con un teenager che con un ottantenne. Siamo pur sempre figli più o meno della stessa generazione</em></p>
<p><em><strong>Nel migliore dei mondi possibili abolirebbe la parola ?</strong></em></p>
<p><em>Noia</em></p>
<p><em><strong>L’ultima cosa che fai prima di dormire ?</strong></em></p>
<p><em>Ascolto musica</em></p>
<p><em><strong>Cosa ti piace di più nel corpo di una donna ?</strong></em></p>
<p><em>Il viso</em></p>
<p><em><strong>Come ti rilassi ? </strong></em></p>
<p><em>Ottima musica e andando a correre. Oppure camminando senza una meta precisa</em></p>
<p><em><strong>Sei felice ?</strong></em></p>
<p><em>Certo</em></p>
<p><em><strong>Cosa pensi di una persona che non ha dubbi, incertezze ?</strong></em></p>
<p><em>Mi farebbe paura, molta paura. Tutti credo dobbiamo avere dubbi e incertezze. La vita è bella anche perchè spesso da un dubbio o da un’incertezza vengono fuori cose inaspettate. E poi, quando ti muovi in un terreno che non conosci perfettamente, tutto è molto più divertente.</em></p>
<p><em><strong>Il segreto della felicità.</strong></em></p>
<p><em>Riuscire a non accontentarsi mai e volere sempre qualcosa di più. Che poi è l’opposto di quello che risponderebbero moltissime persone.</em></p>
<p><em><strong>Tre cose che odi.</strong></em></p>
<p><em>La routine, i discorsi vuoti, la mancanza di sorprese.</em></p>
<p><em><strong>Il più grande errore.</strong></em></p>
<p><em>Mah. Forse non l’ho ancora fatto.</em></p>
<p><em><strong>Un bambino ti chiede. Perchè si muore ? Cosa gli rispondi ?</strong></em></p>
<p><em>Perchè se fossimo immortali non potremmo capire che il tempo che abbiamo qui è da sfruttare in pieno.</em></p>
<p><em><strong>Cosa conta più dell’amore ?</strong></em></p>
<p><em>L’amore è fondamentale. Tutto ruota in funzione dell’amore, inutile negarlo. Amore non solo verso un’altra persona, ma anche verso tante altre cose.</em></p>
<p><strong>Dalla nota 42</strong></p>
<p><em>Dopo cinque seconda visione, un festival di corti, due artisticamente, il gruppo di inglese, mi sta tornando voglia, molta voglia, di mettermi a fare qualcosa in questa città. Per cui, cari tutti, preparatevi.</em></p>
<p>La nota 42 era di Settembre 2010. Dopo 16 mesi posso dire che si, ho fatto qualcosa. E di questo sono molto felice.</p>
<p>Alla fine ho deciso di dividere in due la nota 100. Ho ancora un bel pò da scrivere e ora è tardi e poi non voglio scrivere note troppo lunghe. In questo momento mi sto rendendo conto di quanto il disco di Sufjan Stevens sia bello. Erano anni che non lo ascoltavo per intero.</p>
<p>Ho appena messo Chicago, volume alto, e con questa musica nelle orecchie non si può non avere voglia di fare tantissime cose.</p>
<p>Buona notte Cagliari.</p>
<p>2.33AM</p>
<p>Nel lettore &#8211; Sufjan Stevens &#8211; Come on Feel the ILLINOISE</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/370/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=370&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/11/nota-100-parte-i/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 99.</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/03/nota-99/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/03/nota-99/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 14:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=368</guid>
		<description><![CDATA[Voruuit &#8211; Ghent (Belgium). 1:55PM Nel lettore. dEUS &#8211; Keep you close Un anno fa non ero mai stato in Belgio. E fondamentalmente non avevo neppure la minima intenzione di venirci. Vivevo dei pregiudizi tipici di chi non sa nulla &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/03/nota-99/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=368&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voruuit &#8211; Ghent (Belgium). 1:55PM</p>
<p>Nel lettore. dEUS &#8211; Keep you close</p>
<p>Un anno fa non ero mai stato in Belgio. E fondamentalmente non avevo neppure la minima intenzione di venirci. Vivevo dei pregiudizi tipici di chi non sa nulla di un posto e di chi non vuole sapere nulla di un posto. Belgio. Una nazione grigia e noiosa, con poco da fare, con delle città non particolarmente belle. Questa era bene o male l&#8217;idea che avevo del Belgio. Poi un venerdì di febbraio arrivai a Brussels e iniziai a rendermi conto di non essere in una brutta città. Anzi. Alcune zone di Brussels non hanno nulla da invidiare a Parigi.. Passeggiate in tutta la zona della Grand Palce oppure nella zona del quartiere Europeo. Scoprirete una città bella ed elegante. Poi se volete divertirvi non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta. O, almeno, è l&#8217;impressione che ho avuto nei pochi giorni che sono stato a Brussels. Qualche mese dopo mi ricapita il Belgio. Leuven. Città universitaria. Bellissima da vedere. Uno spettacolo per gli occhi. E, a livello di divertimento serale, non manca nulla. Brugge (aka Bruges) è invece l&#8217;unica città che non mi ha convinto. Per carità, non dal punto di vista della bellezza, ma l&#8217;impressione che da Brugge è di un posto falso. Un posto per turisti. Infatti è la città in cui si vede il maggior numero di americani, di italiani e giapponesi che spendono soldi e fanno foto inutili. Brugge merita tre, quattro ore, una passeggiata in centro e poco altro. Anche perchè i prezzi sono più alti che nelle altre città. E poi Gent. Gent è una città universitaria, Gent come Brugge ha i canali che l&#8217;attraversano (molti meno che a Venezia, non preoccupatevi) e l&#8217;architettura che potete vedere in giro per la città, tra le sue piazze e le sue strade è la tipica architettura della parte nord del Belgio. E poi Gent è una città reale, nel senso che le persone che si vedono in giro non sono turisti in cerca di una foto ricordo o dell&#8217;acquisto del solito cioccolato o della birra. No. E&#8217; pieno di persone locali, tra l&#8217;altro molto simpatiche e gentili. Tutta questa breve descrizione di Gent, chiaramente, serviva a dire che è una città splendida, e non potrebbe essere altrimenti con queste caratteristiche. Decisamente molto più interessante di Leuven, troppo limitata dall&#8217;essere piccola e quasi esclusivamente una città universitaria e ovviamente di Brugge. Con Bruxelles, con così poco tempo a disposizione. è ovviamente impossibile fare confronti che si basino su qualche aspetto logico. Però, a primo impatto, Gent conquista di più.</p>
<p>Alcune altre cose da sapere sul Belgio. La lingua principale, parlata come prima lingua dal 60% della popolazione è l&#8217;Olandese, in una versione leggermente diversa dalla lingua parlata in Olanda. Il Francese è la lingua ufficiale della zona Francese, la Vallonia, che si trova a sud e anche a Bruxelles. La parte nord del Belgio è chiamata Fiandre, anche Bruxelles si trova nelle Fiandre ma, a differenza che in tutte le altre città Fiamminghe, c&#8217;è una sorta di bilinguismo. Le indicazioni sono in entrambe le lingue. In Vallonia, per quel pochissimo che ho visto tutto è in Francese, nelle Fiandre tutto è scritto in Olandese. La cosa più divertente è il treno. Se attraversa le Fiandre, solamente per le tre stazioni di Bruxelles, le scritte nei monitor saranno in Francese e in Olandese. Superata Bruxelles il Francese scompare. La prima volta a Leuven mi ero sorpreso molto. Avevo ancora l&#8217;idea che il Belgio fosse un paese di lingua Francese. E quando mi ritrovai il 100% delle scritte in una lingua sostanzialmente incomprensibile mi stupii e non poco.</p>
<p>Il Belgio è la nazione con il record mondiale di giorni senza Governo. A Gent, il giorno in cui è stato battuto il record, superando l&#8217;Afghanistan, è stata fatta una festa. A dimostrazione che, in Belgio, ogni occasione è buona per festeggiare e che è sempre meglio ironizzare sui problemi. Da lunedì in ogni caso dovrebbe insediarsi il nuovo Governo e il premier Elio Di Rupo è gay, di origine Italiana e viene dalla Vallonia. A mancare comunque era il governo Federale, c&#8217;erano sempre il governo delle Fiandre e quello della Vallonia. Per cui non è che fosse un problema così forte.</p>
<p>La parte ricca del Belgio sono le Fiandre. Un tempo invece era la parte di giù. E nonostante questo tutte le persone con cui ho parlato di questo aspetto sono assolutamente contrari a una divisione del Belgio in due tra Fiandre e Vallonia. Anche se il partito che vorrebbe la divisione credo che sia abbastanza forte, ma non così forte da portare veramente avanti il concetto di divisione. Un pò come la Lega.</p>
<p>Il nostro vecchio presidente del consiglio ha totalmente devastato l&#8217;immagine che il mondo ha dell&#8217;Italia, facendo aumentare stereotipi e generalizzazioni sul nostro paese. E&#8217; piuttosto evidente. E ormai le domande su di lui non si limitano a un semplice &#8220;Parchè&#8221; ma a più complessi &#8220;Ma come è stato possibile ?&#8221; &#8220;Ma la sua influenza quanto è stata negativa sulle nuove generazioni ?&#8221;</p>
<p>Uno dei migliori gruppi musicali in circolazione sono i dEUS. E sono Belgi. E uno dei miei dischi di quest&#8217;anno è quello di Selah Sue, anche lei Belga.</p>
<p>Il Belgio produce circa 250 tipi di birra. E&#8217; veramente il paese con la maggiore cultura della birra. Qui, ogni volta che ordini una birra, questa ti viene servita nel suo bicchiere, nel modo esatto in cui deve essere servita. Ci sono birre con tutte le gradazioni e diversi metodi di preparazione. Se volete semplici birre bionde, tipo ichnusa, avete maes, stella e vedett e sicuramente anche tante altre. Ma è un pò come perdere un&#8217;occasione. Se penso a quente ichnusa e pessime birre light americane ho bevuto, capisco che quando si inizia a bere birra Belga è impossibile tornare indietro. E&#8217; come la pizza. La più buona è in Italia. Che senso ha mangiare pizze delle altre nazioni ?</p>
<p>A Gent ci sono decine di migliaia di biciclette. Tutti si muovono i bici. Il centro è totalmente pedonale. Solo bici, tram e autobus sono ammessi. Ci sono piste ciclabili, che non occupano molto spazio, si fa molto più esercizio fisico. La gente si muove in modo molto meno stressante, non si sentono clacson e vari fastidi tipici delle macchini. Ma è pur sempre un paese, per molti versi, più evoluto.</p>
<p>Chiudo con un argomento che mi sta molto a cuore. L&#8217;Inglese. Qui ho sentito persone scusarsi per il proprio Inglese. Persone in grado non tanto di fare una conversazione, ma assolutamente in grado secondo me di vedere un film in Inglese senza sottotitoli o di leggere un libro. Livello avanzato, a dire poco. Ieri, parlando con un&#8217;amica, le ho chiesto se, tra i suoi amici, ci fosse qualcuno che non parlasse Inglese. Lei mi ha risposto &#8220;No, come sarebbe possibile ?&#8221;, come se le stessi chiedendo qualcosa fuori dal mondo. &#8220;Al di fuori del Belgio e dell&#8217;Olanda nessuno parla Olandese, come potrei comunicare ?&#8221; Ragionamento ineccepibile. Emilio poi chiede &#8220;ma perchè voi parlate così bene Inglese ? Studiate molto ? Lei risponde &#8220;Non è una questione di studio, è che siamo abituati fin da piccoli&#8221; Alla tv e al cinema tutto viene sottotitolato, si cresce bilingui e già a sei, sette anni, l&#8217;Inglese è una lingua normale. Poi chiaramente studiamo anche a scuola, ma è una lingua già familiare&#8221; E non mi è ancora capitato di trovare una persona che non parlasse Inglese. E nessuno vuol dire nessuno. Ragioniamo. Anche l&#8217;Italiano è una lingua che non si parla al di fuori dei nostri confini nazionali. L&#8217;Inglese è la lingua che si è affermata nel mondo anche per la sua semplicità. Forse sarebbe il caso che le nuove generazioni iniziassero veramente a crescere bilingui. E potrebbero farlo senza stare a pagare migliaia di euro in scuole d&#8217;inglese etc. Però non è nel nostro dna, noi dobbiamo sempre confermare i nostri stereotipi. E dobbiamo sempre essere quelli più incapaci a comunicare. Siamo Italiani del resto. Le imperfezioni della nostra nazione si iniziano a vedere dalle piccole cose. Però non è mai troppo tardi per rimediare.</p>
<p>Domanda. &#8220;Emilio, perchè continui ad andare in Belgio ?&#8221; Risposta. &#8220;I&#8217;m addicted and I love this addiction&#8221;</p>
<p>3.02PM</p>
<p>Nel lettore. Deus &#8211; Keep you close</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/368/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=368&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/12/03/nota-99/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 98.</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/29/nota-98/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/29/nota-98/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 01:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=365</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani. 2.02AM L&#8217;idea dei gruppi di conversazione in lingua mi è venuta in mente circa due anni e un mese fa a Denver. Stavo passeggiando per downtown con un mio compagno di scuola sudcoreano, Cameron. Parlando del più e &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/29/nota-98/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=365&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani. 2.02AM</p>
<p>L&#8217;idea dei gruppi di conversazione in lingua mi è venuta in mente circa due anni e un mese fa a Denver. Stavo passeggiando per downtown con un mio compagno di scuola sudcoreano, Cameron. Parlando del più e del meno mi chiese se il giorno dopo sarei voluto andare con lui a un gruppo di conversazione di inglese per stranieri. Non avevo idea di cose fosse, quindi, dato che sono una persona estremamente curiosa, ho deciso di andare. Mi sono trovato alla grande. Molta gente simpatica, un pò di Americani che volevano aiutare noi non madrelingua e molti stranieri. Molte storie da raccontare, molte idee da scambiare. Insomma, mi sembrò una bellissima idea. E in quel momento mi resi conto che a Cagliari una cosa così mi sarebbe mancata. E quindi ho trovato quello che mi sembrò essere l&#8217;unico rimedio possibile. Organizzare la stessa identica cosa a Cagliari. Un gruppo di conversazione d&#8217;Inglese per Italiani e per chiunque fosse interessato. I primi passi li ho seguiti da Denver. Ho creato il gruppo facebook, ho chiesto a molti amici di condividere e poi ho visto crescere le adesioni. E da Denver ho organizzato il primo evento. Esattamente quattro giorni dopo il mio rientro a Cagliari. Il 29 novembre 2009, due anni fa. Da allora molto è passato, sono nati altri sei gruppi di conversazione, quello di inglese ha visto aumentare gli incontri a 3 alla settimana ed è nato il Cagliari Language Network, per coordinare tutto quanto in modo più logico. Vedere che questa piccola idea, nata due anni fa, adesso non solo continua, ma per certi versi continua a svilupparsi, non può che farmi piacere e credo che almeno un minimo renda Cagliari un pò più internazionale. E poi non bisogna dimenticare che iniziative come questa in molte città del mondo sono assolutamente normali. E, anche se qui continua ad esserci un pò di diffidenza, la risposta è ormai eccellente.</p>
<p>Mi sembrava il minimo dedicare la prima nota dopo le 5000 visite al mio blog al secondo anniversario dei meeting del Cagliari English Language Conversation Group. E non posso fare a meno di ricordare tutte le persone che ho avuto il piacere di conoscere in questi due anni.</p>
<p>Credo che se questa idea ha reso Cagliari un pò più internazionale e ha aumentato la consapevolezza nelle persone dell&#8217;importanza di parlare lingue straniere ho raggiunto il mio intento.</p>
<p>E ora andiamo avanti e cerchiamo di avvicinare sempre più persone al Cagliari Language Network.</p>
<p>2:25 AM</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/365/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=365&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/29/nota-98/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 97.</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/25/nota-97/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/25/nota-97/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 14:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=362</guid>
		<description><![CDATA[Letto a Slam! Cagliari. 24/11/2011 Il giorno più importante della mia vita era arrivato. Nel giro di poche ore sarei finalmente diventato un uomo sposato. Sposato con la donna più importante della mia vita. Una ragazza bellissima. Avevo un vestito &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/25/nota-97/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=362&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto a Slam! Cagliari. 24/11/2011</p>
<p>Il giorno più importante della mia vita era arrivato. Nel giro di poche ore sarei finalmente diventato un uomo sposato. Sposato con la donna più importante della mia vita. Una ragazza bellissima.</p>
<p>Avevo un vestito elegante, e quando mi son guardato allo specchio quasi quasi non mi sono riconosciuto.</p>
<p>Però mi sentivo fiero di me, come non lo ero mai stato. O forse come non lo ero mai stato dai primi anni delle scuole elementari. Quando ero il più bravo a scuola e i miei genitori lo dicevano sempre con orgoglio davanti ai loro amici che invitavano a cena.</p>
<p>Quel giorno anche i miei genitori erano felicissimi. Lo capivo dal loro sguardo pieno di ammirazione.<br />
E li vedevo sorridere, come non succedeva da moltissimo tempo.<br />
Erano abbracciati dietro di me, li vedevo nello specchio mentre mi sistemavo la cravatta. Sembravano giovanissimi. Anzi, erano giovanissimi. Molto più giovani di un paio di giorni fa. Però non ci feci troppo caso.</p>
<p>I miei amici erano li. Qualcuno forse anche già un pò ubriaco. Riconoscevo nel mucchio anche persone che non vedevo da molto tempo. Qualcuno addirittura non lo riconoscevo. “Non mi ricordavo di avere così tanti amici” pensai fiero tra me e me. Mart, il mio migliore amico delle scuole medie non riusciva a smettere di piangere.</p>
<p>Proprio un anno fa ero stato a un altro matirmonio.<br />
Mi aveva invitato il mio amico Jens. E da quel giorno continuavo a sognare il mio di matrimonio.<br />
Il suo non era stato un grande evento, anzi, c’eravamo solo io, lui ed Emma, sua moglie, oltre ovviamente al celebrante e ai testimoni.<br />
Nella sala del mio matrimonio invece era impossibile trovare un posto a sedere.</p>
<p>Jens mi aveva chiamato per fare le foto. Negli ultimi 10 anni è stato il mio unico hobby e credo di essere diventato anche abbastanza bravo.</p>
<p>Il feeling tra lui e Emma è incredibile. Sembra che tutti e due capiscano cosa vuole l’altro qualche secondo prima di chiederlo o di parlare. Prima di tornare qui Jens aveva vissuto per un lungo periodo in Italia. Emma era la sua fidanzata storica e quando lui viveva in Italia si sono lasciati e rimessi insieme almeno quattro o cinque volte. Ma negli ultimi anni hanno vissuto insieme e hanno deciso di sposarsi.</p>
<p>Nel vederli non che fossi invidioso, semplicemente mi sono accorto che mi mancava qualcosa. Ma fondamentalmente era normale. Ero timido, insicuro, con pochi amici, con pochi interessi. Con poche possibilità di conoscere la donna da sposare.<br />
Del resto, chi può voler sposare uno che tutti i giorni si limita a controllare che i passeggeri di un treno che va avanti e indietro da Rotterdam a Charleori abbiano i loro biglietti ?</p>
<p>Però proprio in treno avevo conosciuto mia moglie. Tutti i giorni saliva a Bruxelles e scendeva quattro fermate dopo. Nonostante la mia timidezza ero riuscito, dopo mille dubbi, mille indecisioni e mille paranoie a invitarla a prendere un caffè. Poi una birra. E poi siamo diventati inseparabili.<br />
In questo momento non ricordo esattamente quando abbiamo deciso di sposarci. Ricordo solo che mi era sembrata la decisione più logica di tutte.</p>
<p>Come testimoni avevo scelto mio cugino e Hector, un mio collega. Erano dietro di me quando a fianco arrivò la sposa. Dal velo che le copriva la faccia non riuscivo a vederle il viso. non riuscivo neanche a vedere i suoi capelli. In quel momento mi resi conto di non ricordare la sua faccia e i suoi capelli. “Com’è possibile ?” pensai. E poi mi girai di nuovo verso la sala dove però c’era molta meno gente. Ero confuso.</p>
<p>E proprio in quel momento mi resi conto che mi ero dimenticato di invitare Jens e Emma. “Come cazzo avevo fatto ?” Pensai. Loro mi avevano invitato e io non li avevo invitati. Mi sembrava incredibile.</p>
<p>La cerimonia comunque stava andando avanti e come l’ufficiale celebrante era davanti a noi e stava per dichiararci marito e moglie iniziai a sentire un rumore fortissimo. All’inizio pensai a un cellulare, poi mi prese il panico. “O mio Dio” pensai. “Cosa sta succedendo ?”</p>
<p>Mi girai. E vidi Jens e Emma in prima fila. Erano seduti al posto dei miei genitori. Avevano uno sguardo a metà tra il deluso e l&#8217;arrabbiato. Ero sempre più confuso. E quel rumore fortissimo continuava. Sempre più forte. E in quel momento mi sembrava di essere sempre più convinto che fosse un cellulare.</p>
<p>Ed effettivamente era soltanto un cellulare. La mia sveglia. Dovevo andare a lavoro.</p>
<p>Non mi dovevo sposare quel giorno e la ragazza bellissima non esisteva. Cioè non è che non esistesse. Non esisteva nella mia vita. Anche se la vedevo tutti i giorni nel treno, a Bruxelles, ma non mi ero mai avvicinato E i miei genitori beh.. Magari li posso vedere sorridenti, ma di certo non assieme. Si sono separati quando avevo solo 8 anni e da allora il loro rapporto si è piano piano esaurito. Adesso a mala pena si salutano. Ma non perdono occasione per parlare male l’uno dell’altra e viceversa.</p>
<p>Questo loro odio ha sicuramente avuto un’influenza su di me e i miei fratelli ed è quello che ci ha probabilmente portato a smettere di avere grosse aspettative dalla vita.</p>
<p>Tutti e tre ci siamo accontentati della prima occasione e li ci siamo fermati e io, a 30 anni, mi sento già come un sessantenne.</p>
<p>Però la ragazza del treno esiste. Non capisco se sia Italiana o locale. Non l’ho mai sentita parlare. So solo che non ama vestirsi elegante, ha sempre degli auricolari nelle orecchie e sta sempre o leggendo un libro o lavorando al computer.<br />
Quando le chiedo il biglietto mi sorride, ma non dice mai una parola.<br />
Dopo il sogno del mio matrimonio arrivai al lavoro perfettamente in orario, come sempre, e presi posto nel vagone 1, prima classe. Partimmo in orario e ci dirigemmo verso sud. Oggi era uno di quei giorni stancanti. Dovevamo scendere giù fino in Francia e poi risalire fino a Rotterdam, prima di tornare a casa.</p>
<p>Durante il mio lavoro, esattamente come durante la mia vita, posso dire di avere la mia routine. La routine mi piace. Sono incredibilmente abitudinario. Mi piace mangiare negli stessi orari, andare a dormire alla stessa ora. La sveglia, tranne i giorni in cui sono libero, suona sempre alle 6.45.</p>
<p>Quel giorno però mentre mi preparavo avevo un brutto presentimento. Ero preoccupato. Ero preoccupato che lei non salisse sul treno. Ero preoccupato che a Bruxelles quella mattina non l’avrei vista. E l’unico motivo per cui andavo a lavoro tutti i giorni svanisse.<br />
Quando entrammo in stazione scesi a controllare che lei ci fosse. E non la vidi. Girai il treno e lei non c’era.<br />
Quel giorno non era salita sul treno.</p>
<p>Jean Pierre Dardenne non poteva sapere che Marie quel giorno si era svegliata presto e aveva preso il treno precedente.</p>
<p>E cosa succederà nei prossimi giorni non lo sappiamo ancora. Di sicuro però il nostro Jean Pierre se non inizierà a parlare con lei non scoprirà mai che lei si chiama Marie, è nata a quattro isolati da dove è nato lui, le piace il cinema Italiano, la musica elettronica e parla cinque lingue.</p>
<p>Jean Pierre questo non può saperlo e potrebbe non scoprirlo mai.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/362/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/362/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=362&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/25/nota-97/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota 96.</title>
		<link>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/20/nota-96/</link>
		<comments>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/20/nota-96/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 01:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://emilindenver.wordpress.com/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Via Tristani. 1.17AM Nel lettore. Crystal Castles 2008 Tra le milioni di app scaricabili per il tuo smartphone, ormai fondamentalmente ne mancano solo due. Quella che ti consente di fare una foto a una persona e avere tre secondi dopo &#8230; <a href="http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/20/nota-96/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=358&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Tristani. 1.17AM</p>
<p>Nel lettore. Crystal Castles 2008</p>
<p>Tra le milioni di app scaricabili per il tuo smartphone, ormai fondamentalmente ne mancano solo due. Quella che ti consente di fare una foto a una persona e avere tre secondi dopo tutte le info su quella persona. Tipo scoprire dove abita, come si chiama etc. E poi quella che ti dice quante possibilità hai di andare d&#8217;accordo con una persona, se ti puoi fidanzare, se puoi averci una storia etc. Cioè immaginate. Vedete una persona che vi piace. La fotografate con il vostro smartphone. Usate la prima app e scoprite chi è quella persona. Poi usate la seconda app e vi dice se potete andare d&#8217;accordo o anche qualcosa in più.</p>
<p>Ecco. quel giorno è sempre più vicino. Non preoccupatevi. E sarà la fine di quasi tutte le nostre libertà.</p>
<p>Ieri notte tardi stavo tornando a casa. Da piazza costituzione a via Tristani. Villanova. Crystal Castles nelle orecchie. Erano oltre le 4 di un normale sabato notte Cagliaritano. Fresco ma non troppo. Il quartiere era abitato unicamente da qualche gatto e qualche uccello. non ho incontrato neppure una persona, solo qualche luce accesa e una macchina quando ero quasi arrivato a casa. Però il quartiere non mi dava un&#8217;impressione pericolosa, anzi. Mi dava un senso di tranquillità. Nonostante il troppo buio. E mi è sembrato veramente un quartiere bellissimo. Mi ha dato l&#8217;impressione che, forse, in fondo in fondo, Cagliari potrebbe essere definitivamente pronta a fare l&#8217;ultimo salto di qualità.</p>
<p>Due anni fa esatti mancavano un paio di giorni al momento in cui un aereo della British Airways sarebbe decollato dall&#8217;aeroporto di Denver per riportarmi in Europa dopo 9 ore di volo. Prima Londra poi Roma quindi Cagliari. Non ero felice, stavo piuttosto male, ma sapevo che nel giro di qualche mese sarei probabilmente tornato li, quindi comunque, nonostante la tristezza, ero fiducioso. Il momento peggiore fu quando, dopo essere atterrato a Roma, mi ritrovai a fianco a tre persone che tornavano da un breve viaggio a Londra. &#8220;Che bello finalmente le scritte in Italiano&#8221; dice uno e vari commenti felici da parte degli altri. Mi ricordo in quel momento di aver provato un mix insopportabile di fastidio e tristezza. Fastidio e tristezza che mi accompagnarono anche a Cagliari per un certo periodo. E penso, in quel periodo, di essere stato anche io abbastanza fastidioso. Con l&#8217;unico obiettivo di ripartirmene in America il prima possibile. Mi rendevo conto di essere fastidioso. Ma era più forte di me. E poi, il giorno che un aereo United mi riporterà a Denver circa 4 mesi dopo, non ero felice come pensavo sarei stato. La sicurezza che lontano da qui avrei trovato tutto quello che mi mancava a Cagliari si rivelò, ovviamente, molto più fragile di quanto pensassi. E quanto ho visto, in termini di cose fatte negli ultimi mesi, è stato l&#8217;ovvia e naturale dimostrazione. Ma sopratutto l&#8217;ovvia e naturale dimostrazione l&#8217;ho ritrovata nelle persone. Gli amici di vecchia data e le persone conosciute nell&#8217;ultimo anno e anche negli ultimi mesi. Italiani e stranieri. Persone cresciute e sempre rimaste qui, oppure di ritorno a Cagliari o pronte a prendere un aereo per andare via.</p>
<p>C&#8217;è molta gente toga in effetti. Anche a Cagliari. Più di quanto possiate immaginare. Fidatevi</p>
<p>2.05AM</p>
<p>Nel lettore. Crystal Castles 2010</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilindenver.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilindenver.wordpress.com/358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilindenver.wordpress.com&amp;blog=13821587&amp;post=358&amp;subd=emilindenver&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://emilindenver.wordpress.com/2011/11/20/nota-96/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/83dd8003bdc4f313e8589b18f42026b5?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">emilindenver</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
