Via Tristani 2.33AM
Fa uno strano effetto rendersi conto che la propria età non comincia più con un 2 ma con un 3. Un effetto non brutto, anzi, però in ogni caso strano. Avere 30 anni. Sembrava una di quelle cose che sarebbero capitate dopo tantissimo tempo. “Chissà come sarò quando avrò trent’anni” “Chissà magari sarò sposato” “Chissà magari avrò bambini” “Chissà. Chissà.. Ma fondamentalmente.. sticazzi”.
Che palle fare troppe previsioni, che palle preoccuparsi di come saremo tra uno, due o tre anni. Finchè non impareremo a goderci il presente dubito che riusciremo a stare meglio con noi stessi.
E anzi, avere 30 anni non suona poi così male.. E’ solo un numero in fin dei conti.. E non è neppure un numero così brutto..
I 29 anni sono stati un’età che non mi ha portato sconvolgimenti eccessivi o rivoluzioni. I 29 però sono stati fondamentelmente un’età che mi ha fatto riappacificare con una città, Cagliari, nella quale sono nato e cresciuto e per la quale mi sono impeganto. Certo, proprio stasera stavo pensando di quanta necessità avessi di prendere un pò d’aria e fare un viaggio, ma tanti avvenimenti dei 29 anni mi hanno fatto capire quanto questa città possa offrire se solo ce ne vogliamo accorgere. Ma lo sport nazionale rimane sempre quello di gettare merda a prescindere. Tanto qui fa tutto schifo. E’ ovvio che lo fa. Ma lo fa tanto anche perchè c’è molta gente che lo schifo lo alimenta. Da tanti racconti qualunque altra città sembra meglio di Cagliari. Pazienza. Se tanta gente non sa vivere ma sa solo lamentarsi, il problema fondamentalmente è loro. E’ vero che Cagliari non funziona e ci sono posti infinitamente più pieni di cose da fare, ma già confrontare la città attuale con quella di 5 o 6 anni fa evidenzia un neto miglioramento, per non parlare di quella di dieci anni fa. E la situazione migliora. Basta crederci. E non stare a gettare merda un giorno si e l’altro pure. Perchè poi si scade nel ripetitivo, nel noioso e, fondamentalmente, nel patetico. E io sono il primo che ha periodi in cui mi viene solo voglia di prendere e mollare tutto. Ma cerco sempre di vedere le cose buone. Quando nel bicchiere c’è un pochetto d’acqua, per me è sempre pieno per un quarto. Mai quasi vuoto.
Come si possa andare contro lo ius soli è una cosa folle. E’ normale che la lega vada contro, è normale che lo facciano i Repubblicani negli Usa, ed è normale che Obama abbia detto che metterebbe il veto a qualunque legge Repubblicana che provasse a cancellarlo. Ma che Grillo mi venga a dire “La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso”, mi dispiace molto. Non per lui, chi mi conosce sa cosa penso dei populisti come lui, ma per chi lo acolta, lo ha ascoltato e continuerà a farlo.
Però basta parlare di politica o pseudo tale. E’ un argomento che tengo sempre abbastanza lontano dal blog. Volevo finire parlando dell’età che ho appena salutato. Dei 29 anni. E di questo anno appena trascorso. Lo vorrei fare ricordando una serie di momenti a caso.
Ad esempio una sera di fine maggio tra via Puccini, piazza del Carmine e piazza Savoia. Insieme ad altre migliaia di persone. Tutti felici, abbracciati e contenti. Pronti per un nuovo inizio.
E anche un giorno di Febbraio, guardando la Russia da Narva, con un freddo atroce e un sole bellissimo e inutile in cielo.
O la prima notte nella casa nuova. Cazzo il caldo che c’era.. Fine agosto a Cagliari. Caldo + umido. Aiuto.
Oppure una mattina di inizio Dicembre a Ghent. Di fronte a un mega parcheggio di biciclette dalle parti della stazione. Se ce l’hanno fatta in Belgio, perchè non possiamo trasformare anche Cagliari in una città ciclabile ?
La sera del primo PKNC a Cagliari. La pioggia, il nervosismo prima dell’inizio, il divertimento, i siparietti, i lavori preparatori e il post PKNC 1. E tanta, tantissima gente.
Questi erano solo alcuni dei momenti che mi sono venuti in mente. Ce ne sono tanti altri. Alcuni più personali, altri non li ricordo. avere 29 anni è stato divertente.
Però ora devo fare finta di diventare grande.
Nel lettore. Sigur Ros – Takk