Nota 100. parte I

Via Tristani. 1.29AM

Nel lettore. Sufjan Stevens – Illinoise

La nota 1 del mio blog iniziava così.

“Cafè Europa. Denver. 3 Aprile 2010.

Oggi è la giornata dell’arrivo dell’i-pad negli Stati Uniti. 3 aprile 2010. Io, però ne ho avuto conoscenza esclusivamente dai giornali italiani.”

3 Aprile 2010. Cazzo. Oltre venti mesi fa ho iniziato a scrivere questo blog. Era una bella serata, mi ricordo. Un sabato sera a Denver. Il giorno dopo sarebbe tornato il mio coinquilino e sarei andato al concerto di Tegan & Sara all’Ogden Theater. Un concerto bellissimo che ricordo ancora con piacere. L’idea di scrivere queste note era nata al Cafè Europa, il mio bar per i secondi quattro mesi in mezzo al Colorado. Li ho preparato lezioni, scritto, letto e passato parte del mio tempo, anche cercando di capire un minimo quella città che per certi versi è ancora misteriosa e non capisco se ci voglia o meno ritornare. Ma adesso sono, in effetti, abbastanza confuso e indeciso, tanto per cambiare. E credo che rileggendo questo blog tutte le indecisioni e i cambiamenti, a volte improvvisi, siano piuttosto evidenti. Ma non rinnego nulla di quello che ho fatto negli ultimi venti mesi. Anche perchè mi ritrovo nella mia stanza, a Cagliari pagando un affitto. Non rinnego la scelta di Cagliari. Di tentare di fare qualcosa qui. Perchè decidere di restare è, senza dubbio, la scelta più difficile. Perchè la mentalità è chiusa, perchè siamo diffidenti, perchè le cose normali qui sembrano incredibilmente più complesse. E rinunciare senza provare è stupido. E lamentarsi senza tentare è da perdenti. Questa è l’idea che mi son fatto. Poi, non so bene cosa deciderò di fare, oggi ho pur sempre riaperto dopo molti mesi il sito dell’ambasciata del Canada in Italia, rileggendomi tutte le storie relative al working holiday program. Ma le sfide difficili sono più affascinanti di altre. E vincerle è ancora più bello. Anche se la noia, a volte, è pesante. Ma tocca a noi cercare di fare di tutto per sconfiggerla.

Dalla nota 11, scritta verso inizio maggio 2011.

Ripensavo alla velocità dell’ultimo mio anno. Tornando indietro al giorno della mia laurea. Un anno e due mesi fa circa. Mi sembra cinque minuti fa. Ci sono in mezzo tre viaggi in America, una marea di persone nuove conosciute, una sacco di esperienze fighissime, risate, bevute, amici che vengono, amici che vanno, amici che partono, amici che tornano.
Mi sembra di non essermi fermato un attimo. Forse è per questo che mi sono divertito e che non ho rimpianti, anzi. Sono ancora Peter Pan. L’importante è questo.

E’ vero, è importante essere sempre Peter Pan. Perchè crescere ? Perchè volerlo fare a tutti i costi ? Però, perchè ci piace questa sorta di immaturità perenne ?

Dalla nota 28.

Gli aeroporti mi son sempre piaciuti. Il people watching è una cosa divertente. Vedere centinaia, migliaia di facce che non si vedranno mai più perchè prendono direzioni totalmente opposte rispetto alla mia è un qualcosa che ho sempre trovato interessante.

In effetti è vero, gli aereoporti sono luoghi che mi piacciono. Proprio per il motivo scritto in quella frase. Ho scelto comunque di citare la nota 28 anche perchè è l’unica nota scritta in Canada. Non che sia rimasto molto in Canada, anzi.. Solo a Toronto e solo in aereoporto. Le note per questo blog le ho scritte principalmente in Italia e negli Stati Uniti, ma anche in Belgio e in Estonia. In questi 20 mesi le mie nazioni sono state Italia, Stati Uniti e Belgio. E, come già detto, quest’ultima non me la sarei mai aspettata.

Dalla nota 31.

Tutto quest’anno è corso a una velocità allucinante, tra viaggi, ritorni, malattie e preoccupazioni, ancora non riesco bene a rendermi conto di tutto quello che è successo. Settembre mi sembra cinque minuti fa, invece son passati dieci mesi. E non credo di esagerare quando dico che sono stati forse i dieci mesi più intensi della mia vita. E, di certo, ancora non ho avuto la possibilità di stare fermo.

E’ una frase che ha espresso bene quella che era stata la mia stagione post laurea. E, su quei dieci mesi, non posso che confermare.

Dalla nota 38 e dalla nota 41

Nelle note 38 e 41 avevo ripreso un’intervista da un giornale dando io le risposte. Un pò le voglio riproporre, anche perchè oggi risponderei allo stesso modo.

Se la tua vita fosse un film chi sarebbe il regista ?

Penso che un tempo lo dirigerebbe Sofia Coppola e l’altro Cameron Crowe

Entri in una stanza in cui ci sono tre donne. Quale attrae la tua attenzione ?

Sicuramente quella vestita in modo più originale. Poi quella che mi fa ridere di più

Una cosa che non hai mai capito della gente ?

Solo una è impossibile. Credo comunque di non aver mai capito perchè per molti è così difficile essere felici

Come immagini il paradiso ?

Non me lo immagino proprio. Ma se è un posto dove tutti sono uguali e felici mi sa di un luogo noioso

Il vero lusso è..

Riuscire a fare molto spesso cose totalmente diverse tra loro

Di che cosa hai paura ?

Di guardarmi indietro tra vent’anni e capire di aver sprecato tempo

Tre cose che ami ?

Viaggiare, conoscere nuove persone, vedere le persone sorridere

Interessi in comune con un teenager ? Con un ottantenne ?

Mah. Forse ne ho più con un teenager che con un ottantenne. Siamo pur sempre figli più o meno della stessa generazione

Nel migliore dei mondi possibili abolirebbe la parola ?

Noia

L’ultima cosa che fai prima di dormire ?

Ascolto musica

Cosa ti piace di più nel corpo di una donna ?

Il viso

Come ti rilassi ?

Ottima musica e andando a correre. Oppure camminando senza una meta precisa

Sei felice ?

Certo

Cosa pensi di una persona che non ha dubbi, incertezze ?

Mi farebbe paura, molta paura. Tutti credo dobbiamo avere dubbi e incertezze. La vita è bella anche perchè spesso da un dubbio o da un’incertezza vengono fuori cose inaspettate. E poi, quando ti muovi in un terreno che non conosci perfettamente, tutto è molto più divertente.

Il segreto della felicità.

Riuscire a non accontentarsi mai e volere sempre qualcosa di più. Che poi è l’opposto di quello che risponderebbero moltissime persone.

Tre cose che odi.

La routine, i discorsi vuoti, la mancanza di sorprese.

Il più grande errore.

Mah. Forse non l’ho ancora fatto.

Un bambino ti chiede. Perchè si muore ? Cosa gli rispondi ?

Perchè se fossimo immortali non potremmo capire che il tempo che abbiamo qui è da sfruttare in pieno.

Cosa conta più dell’amore ?

L’amore è fondamentale. Tutto ruota in funzione dell’amore, inutile negarlo. Amore non solo verso un’altra persona, ma anche verso tante altre cose.

Dalla nota 42

Dopo cinque seconda visione, un festival di corti, due artisticamente, il gruppo di inglese, mi sta tornando voglia, molta voglia, di mettermi a fare qualcosa in questa città. Per cui, cari tutti, preparatevi.

La nota 42 era di Settembre 2010. Dopo 16 mesi posso dire che si, ho fatto qualcosa. E di questo sono molto felice.

Alla fine ho deciso di dividere in due la nota 100. Ho ancora un bel pò da scrivere e ora è tardi e poi non voglio scrivere note troppo lunghe. In questo momento mi sto rendendo conto di quanto il disco di Sufjan Stevens sia bello. Erano anni che non lo ascoltavo per intero.

Ho appena messo Chicago, volume alto, e con questa musica nelle orecchie non si può non avere voglia di fare tantissime cose.

Buona notte Cagliari.

2.33AM

Nel lettore – Sufjan Stevens – Come on Feel the ILLINOISE

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By emil

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