Voruuit – Ghent (Belgium). 1:55PM
Nel lettore. dEUS – Keep you close
Un anno fa non ero mai stato in Belgio. E fondamentalmente non avevo neppure la minima intenzione di venirci. Vivevo dei pregiudizi tipici di chi non sa nulla di un posto e di chi non vuole sapere nulla di un posto. Belgio. Una nazione grigia e noiosa, con poco da fare, con delle città non particolarmente belle. Questa era bene o male l’idea che avevo del Belgio. Poi un venerdì di febbraio arrivai a Brussels e iniziai a rendermi conto di non essere in una brutta città. Anzi. Alcune zone di Brussels non hanno nulla da invidiare a Parigi.. Passeggiate in tutta la zona della Grand Palce oppure nella zona del quartiere Europeo. Scoprirete una città bella ed elegante. Poi se volete divertirvi non c’è che l’imbarazzo della scelta. O, almeno, è l’impressione che ho avuto nei pochi giorni che sono stato a Brussels. Qualche mese dopo mi ricapita il Belgio. Leuven. Città universitaria. Bellissima da vedere. Uno spettacolo per gli occhi. E, a livello di divertimento serale, non manca nulla. Brugge (aka Bruges) è invece l’unica città che non mi ha convinto. Per carità, non dal punto di vista della bellezza, ma l’impressione che da Brugge è di un posto falso. Un posto per turisti. Infatti è la città in cui si vede il maggior numero di americani, di italiani e giapponesi che spendono soldi e fanno foto inutili. Brugge merita tre, quattro ore, una passeggiata in centro e poco altro. Anche perchè i prezzi sono più alti che nelle altre città. E poi Gent. Gent è una città universitaria, Gent come Brugge ha i canali che l’attraversano (molti meno che a Venezia, non preoccupatevi) e l’architettura che potete vedere in giro per la città, tra le sue piazze e le sue strade è la tipica architettura della parte nord del Belgio. E poi Gent è una città reale, nel senso che le persone che si vedono in giro non sono turisti in cerca di una foto ricordo o dell’acquisto del solito cioccolato o della birra. No. E’ pieno di persone locali, tra l’altro molto simpatiche e gentili. Tutta questa breve descrizione di Gent, chiaramente, serviva a dire che è una città splendida, e non potrebbe essere altrimenti con queste caratteristiche. Decisamente molto più interessante di Leuven, troppo limitata dall’essere piccola e quasi esclusivamente una città universitaria e ovviamente di Brugge. Con Bruxelles, con così poco tempo a disposizione. è ovviamente impossibile fare confronti che si basino su qualche aspetto logico. Però, a primo impatto, Gent conquista di più.
Alcune altre cose da sapere sul Belgio. La lingua principale, parlata come prima lingua dal 60% della popolazione è l’Olandese, in una versione leggermente diversa dalla lingua parlata in Olanda. Il Francese è la lingua ufficiale della zona Francese, la Vallonia, che si trova a sud e anche a Bruxelles. La parte nord del Belgio è chiamata Fiandre, anche Bruxelles si trova nelle Fiandre ma, a differenza che in tutte le altre città Fiamminghe, c’è una sorta di bilinguismo. Le indicazioni sono in entrambe le lingue. In Vallonia, per quel pochissimo che ho visto tutto è in Francese, nelle Fiandre tutto è scritto in Olandese. La cosa più divertente è il treno. Se attraversa le Fiandre, solamente per le tre stazioni di Bruxelles, le scritte nei monitor saranno in Francese e in Olandese. Superata Bruxelles il Francese scompare. La prima volta a Leuven mi ero sorpreso molto. Avevo ancora l’idea che il Belgio fosse un paese di lingua Francese. E quando mi ritrovai il 100% delle scritte in una lingua sostanzialmente incomprensibile mi stupii e non poco.
Il Belgio è la nazione con il record mondiale di giorni senza Governo. A Gent, il giorno in cui è stato battuto il record, superando l’Afghanistan, è stata fatta una festa. A dimostrazione che, in Belgio, ogni occasione è buona per festeggiare e che è sempre meglio ironizzare sui problemi. Da lunedì in ogni caso dovrebbe insediarsi il nuovo Governo e il premier Elio Di Rupo è gay, di origine Italiana e viene dalla Vallonia. A mancare comunque era il governo Federale, c’erano sempre il governo delle Fiandre e quello della Vallonia. Per cui non è che fosse un problema così forte.
La parte ricca del Belgio sono le Fiandre. Un tempo invece era la parte di giù. E nonostante questo tutte le persone con cui ho parlato di questo aspetto sono assolutamente contrari a una divisione del Belgio in due tra Fiandre e Vallonia. Anche se il partito che vorrebbe la divisione credo che sia abbastanza forte, ma non così forte da portare veramente avanti il concetto di divisione. Un pò come la Lega.
Il nostro vecchio presidente del consiglio ha totalmente devastato l’immagine che il mondo ha dell’Italia, facendo aumentare stereotipi e generalizzazioni sul nostro paese. E’ piuttosto evidente. E ormai le domande su di lui non si limitano a un semplice “Parchè” ma a più complessi “Ma come è stato possibile ?” “Ma la sua influenza quanto è stata negativa sulle nuove generazioni ?”
Uno dei migliori gruppi musicali in circolazione sono i dEUS. E sono Belgi. E uno dei miei dischi di quest’anno è quello di Selah Sue, anche lei Belga.
Il Belgio produce circa 250 tipi di birra. E’ veramente il paese con la maggiore cultura della birra. Qui, ogni volta che ordini una birra, questa ti viene servita nel suo bicchiere, nel modo esatto in cui deve essere servita. Ci sono birre con tutte le gradazioni e diversi metodi di preparazione. Se volete semplici birre bionde, tipo ichnusa, avete maes, stella e vedett e sicuramente anche tante altre. Ma è un pò come perdere un’occasione. Se penso a quente ichnusa e pessime birre light americane ho bevuto, capisco che quando si inizia a bere birra Belga è impossibile tornare indietro. E’ come la pizza. La più buona è in Italia. Che senso ha mangiare pizze delle altre nazioni ?
A Gent ci sono decine di migliaia di biciclette. Tutti si muovono i bici. Il centro è totalmente pedonale. Solo bici, tram e autobus sono ammessi. Ci sono piste ciclabili, che non occupano molto spazio, si fa molto più esercizio fisico. La gente si muove in modo molto meno stressante, non si sentono clacson e vari fastidi tipici delle macchini. Ma è pur sempre un paese, per molti versi, più evoluto.
Chiudo con un argomento che mi sta molto a cuore. L’Inglese. Qui ho sentito persone scusarsi per il proprio Inglese. Persone in grado non tanto di fare una conversazione, ma assolutamente in grado secondo me di vedere un film in Inglese senza sottotitoli o di leggere un libro. Livello avanzato, a dire poco. Ieri, parlando con un’amica, le ho chiesto se, tra i suoi amici, ci fosse qualcuno che non parlasse Inglese. Lei mi ha risposto “No, come sarebbe possibile ?”, come se le stessi chiedendo qualcosa fuori dal mondo. “Al di fuori del Belgio e dell’Olanda nessuno parla Olandese, come potrei comunicare ?” Ragionamento ineccepibile. Emilio poi chiede “ma perchè voi parlate così bene Inglese ? Studiate molto ? Lei risponde “Non è una questione di studio, è che siamo abituati fin da piccoli” Alla tv e al cinema tutto viene sottotitolato, si cresce bilingui e già a sei, sette anni, l’Inglese è una lingua normale. Poi chiaramente studiamo anche a scuola, ma è una lingua già familiare” E non mi è ancora capitato di trovare una persona che non parlasse Inglese. E nessuno vuol dire nessuno. Ragioniamo. Anche l’Italiano è una lingua che non si parla al di fuori dei nostri confini nazionali. L’Inglese è la lingua che si è affermata nel mondo anche per la sua semplicità. Forse sarebbe il caso che le nuove generazioni iniziassero veramente a crescere bilingui. E potrebbero farlo senza stare a pagare migliaia di euro in scuole d’inglese etc. Però non è nel nostro dna, noi dobbiamo sempre confermare i nostri stereotipi. E dobbiamo sempre essere quelli più incapaci a comunicare. Siamo Italiani del resto. Le imperfezioni della nostra nazione si iniziano a vedere dalle piccole cose. Però non è mai troppo tardi per rimediare.
Domanda. “Emilio, perchè continui ad andare in Belgio ?” Risposta. “I’m addicted and I love this addiction”
3.02PM
Nel lettore. Deus – Keep you close